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Settimana cruciale, per Cgil-Cisl-Uil, nell'elaborazione di un documento comune sui contratti. Mercoledì 7 maggio, nel primo pomeriggio, si riuniscono le segreterie unitarie delle tre organizzazioni, chiamate a dare il parere alle nuove 'linee di riforma della struttura della contrattazione, democrazia e rappresentanza'. Subito dopo, dal pomeriggio in poi, si riunisce anche il Comitato direttivo della Cgil per valutare ed eventualmente approvare il documento unitario.
Il 12 maggio saranno invece i direttivi unitari delle tre confederazioni ad esser chiamati a dire la loro sul testo che, in ogni caso, passerà anche al vaglio dei lavoratori nelle assemblee che verranno indette da metà maggio nei posti di lavoro. Sulla base del testo partirà poi il confronto con le imprese e con il nuovo governo, sempre che la Confindustria di Emma Marcegaglia e l'esecutivo Berlusconi accettino di negoziare una riforma della contrattazione sui presupposti incardinati da Cgil-Cisl-Uil.
A proposito di presupposti, sono molte le indiscrezioni che circolano sulla stampa riguardo ai contenuti del documento sindacale, soprattutto dopo la segreteria Cisl tenutasi il 5 maggio, occasione in cui la confederazione di via Po ha dato il via libera all'impostazione del segretario generale Raffaele Bonanni. Piuttosto che seguire questa o quella interpretazione mediatica, e in vista di un'ufficialità che sgombrerà il campo da ogni dubbio, si può comunque affermare in sintesi che le segreterie confederali stanno facendo grossi passi avanti reciproci: la Cgil sul piano della contrattazione, Cisl e Uil su quello della rappresentanza, della democrazia e delle regole.
I sindacati, inoltre, dovrebbero proporre alle controparti un nuovo meccanismo per la difesa del potere d'acquisto dei salari, superando l'accoppiata inflazione programmata-indice dei prezzi al consumo e puntando su un paniere che si basi sull'indice armonizzato europeo. Pochi giorni fa, in occasione del Primo maggio, Guglielmo Epifani ha spiegato che Cgil, Cisl e Uil saranno in grado di presentare una "intesa di largo profilo". "Abbiamo lavorato per restare uniti - ha detto il leader della Cgil -. Ma dopo gli accordi la parola finale spetterà ai lavoratori".
"Domani sera abbiamo il direttivo e li' conosceremo i testi che ancora non abbiamo visto e li valuteremo". Lo ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, la categoria meno propensa a rivedere il sistema contrattuale sulla base dell'impostazione di cui sopra. Per Rinaldini, infatti, "e' chiaro che uno degli aspetti decisivi riguarda il ruolo e le prospettive del contratto nazionale di lavoro".
In casa Cisl, invece, Bonanni parla di un'intesa "storica" che si profila all'orizzonte. ''In tema di rappresentanza - dice Bonanni - abbiamo trovato una soluzione che definirei storica. Ci sono state infatti sempre divisioni tra di noi sul criterio da utilizzare e cioe' se affidarsi al legislatore o costruire accordi con gli imprenditori per regolare la vita nelle aziende. E' prevalsa la seconda ipotesi: la via 'pattizia'. E' un fatto molto positivo che segna una evoluzione nella condizione sindacale e nelle relazioni industriali''. |