Data: 08/05/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Idv: giù i costi della politica. Costantini: basta col massacro dell'ospedale di Pescara

PESCARA - Scontato manco per niente. L'Italia dei valori non scioglie la prognosi, non sa ancora se entrerà in giunta regionale oppure no. L'incontro ufficiale con Ottaviano Del Turco ci sarà oggi e il partito di Di Pietro manderà a Palazzo Centi sia il capogruppo Bruno Evangelista che il neo senatore e segretario regionale Alfonso Mascitelli, che nel partito non si sparano per la polvere. Ma i due dipietristi per il momento andranno soltanto ad ascoltare il programma di Del Turco per la fine della legislatura e rilanceranno con quelle che ritengono le condizioni indispensabili per entrare nel governo di centrosinistra. «Non abbiamo ancora deciso se entreremo o no - conferma il deputato Carlo Costantini - Vogliamo verificare se Del Turco si limiterà a muovere qualche pedina o ha intenzione di dar vita a un vero e proprio rilancio della politica regionale. Anche se addosso ora ci sentiamo una responsabilità in più, che è quella del 7 per cento di consensi che ci hanno consegnato i cittadini».
Sul piatto dell'Italia dei valori ci sono dei punti programmatici vitali, «irrinunciabili» per Costantini, che sono riforme istituzionali, riforma elettorale, riforma dei regolamenti del consiglio regionale e delle commissioni. «Perchè sono una propria aberrazione diciotto gruppi consiliari» secondo l'esponente dipietrista che punta il dito sui costi della politica. «E poi dovremo verificare se le intenzioni di Del Turco coincidono con quelle della maggioranza, visto che è un dato di fatto che il consiglio regionale va regolarmente deserto per mancanza del numero legale: il segnale dell'assenza di identità di vedute tra giunta e consiglio».
Ma Del Turco il suo programma di fine legislatura l'ha già illustrato a Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani: bene i fondi Cipe, bene la sanità, ma l'Idv vuole sapere cosa si intende per sanità, che tipo di interventi, che tipo di politica. «Perchè se si tratta di continuare nella politica degli sorechi o di continuare a massacrare l'ospedale di Pescara, bè allora proprio non siamo sulla stessa lunghezza d'onda». Così sui termovalorizzatori: «Tre termovalorizzatori sono un'esagerazione: il loro funzionamento è legato alla quantità di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, non sono giustificati, neppure tra cinque anni arriveremo a un quantitativo tale da giustificare l'attivazione di tre impianti. Su uno possiamo discutere.




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