Data: 10/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Sanità, tasse più alte entro un mese» Lettera-ultimatum di Prodi all'Abruzzo. Il deficit 2007 è di 232 milioni Vanno aumentate Irpef e Irap pena il commissariamento

PESCARA. Entro un mese la Regione Abruzzo dovrà aumentare Irpef e Irap oltre gli attuali limiti. Lo scrive Romano Prodi in una lettera firmata da presidente del Consiglio e inviata a Ottaviano Del Turco il giorno stesso del suo addio da Palazzo Chigi.
Il motivo è il deficit della sanità, che sarebbe al di sopra di quanto stabilito dal piano di rientro: 232 milioni nel 2007 contro un deficit preventivato di 116 milioni. Se l'Abruzzo non provvederà ad aumentare le tasse, scrive Prodi nella lettera, lo farà il nuovo governo con un commissario ad acta. Una sorpresa solo in parte inaspettata per l'esecutivo abruzzese. Lo stesso Sole 24ore, che ieri ha anticipato il contenuto della lettera (indirizzata anche al governatore del Lazio Piero Marrazzo), solo una decina di giorni fa aveva preannunciato il rischio di nuove tasse (oggi l'addizionale Irpef è dell'1,4% e l'Irap regionale è al 5,25%). Ma l'esecutivo di Palazzo Centi, e in particolare l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico, si era affrettato a tranquillizzare: «Stiamo verificando, ma i conti sono sotto controllo», aveva detto D'Amico.
Ieri Del Turco si è precipitato a chiamare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta col quale, ha detto, conta di trovare una soluzione politica. Sorpreso è l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca che sta preparando le carte per la nuova verifica sui conti al tavolo di monitoraggio del ministero in programma il 21 maggio. «Non capisco questa accelerazione», dice l'assessore, «io so che nel 2007 il deficit è 117 milioni quindi in linea con quello programmato. Il piano di rientro funziona e non posso spremere ulteriormente la sanità regionale né il contribuente abruzzese. Per quanto riguarda il 2006 sono in corso le verifiche su 200mila partite debitorie e alcuni pagamenti sono già partiti». È proprio la coda del deficit 2006 ad avere complicato i conti e fatto salire la cifra del disavanzo 2007 a 232 milioni, anche perché fino al 2006 i fondi del sistema sanitario trasferiti dallo Stato venivano riversati nel calderone del bilancio regionale dal quale attingevano tutti i settori. È il motivo per cui il deficit complessivo della sanità risultava sempre superiore alla semplice sottrazione tra entrate e uscite.
Sul rischio di nuove tasse spara a zero Confindustria: «Non se ne parla», dice secco il direttore regionale dell'associazione Giuseppe D'Amico. «È assurdo far pesare sul sistema produttivo problemi che non sono delle imprese, che in queste settimane già devono fronteggiare altre situazioni, come l'aumento della tassa per le acque minerali che è superiore a quella delle altre regioni. Trovo poi paradossale e triste che Prodi scriva quella lettera il giorno in cui deve andare via». Confindustria ha chiesto un incontro immediato con Del Turco per avere chiarimenti e discutere le possibili soluzioni. Minacciano invece lo sciopero generale i sindacati se l'aumento delle tasse venisse confermato. In una nota congiunta i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Gianni Di Cesare, Maurizio Spina e Roberto Campo ritengono insostenibile «una tassazione che uccide lo sviluppo, i redditi e i consumi». Critiche arrivano dall'opposizione. «Per gli abruzzesi si prepara un'estate di lacrime e sangue», dice il senatore del PdL Fabrizio Di Stefano. Per il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Nazario Pagano, «in Abruzzo non è stata detta la verità». Il segretario regionale di Federconsumatori Franco Leone ha invitato la giunta regionale «a fare scelte coraggiose e non indugiare su trucchetti contabili». Intanto ieri hanno scioperato i lavoratori della sanità privata in stato di agitazione per il rinnovo del contratto nazionale (una manifestazione si è svolta sotto le finestre dell'assessorato della sanità a Pescara), mentre il neoministro Maurizio Sacconi prendeva le consegne al ministero della Salute dall'uscente Livia Turco. «Comincerò da subito a lavorare per migliorare il rapporto tra la spesa sanitaria e i livelli essenziali d'assistenza», ha detto il ministro. Ma forse dovrà cominciare a lavorare proprio a partire dal dossier Abruzzo.

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