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«La cancelleremo per decreto». «I sacrifici? Li faranno banche e petrolieri» Bersani: se non c'è surplus, vedremo dove prenderanno i soldi ROMA. Macchè, il tesoretto non esiste. Lo assicura il nuovo ministro dell'Economia Giulio Tremonti, aggiungendo però che il governo terrà fede lo stesso alla cancellazione dell'Ici sulla prima casa e alla diminuzione delle tasse sugli stradordinari. E i sacrifici non li faranno i «poveri», ma le «banche e i petrolieri». Di più il neo-ministro non dice. Precisa però in un'intervista a Lucia Annunziata, che l'odg del consiglio dei ministri in programma a Napoli tra il 19 e il 25 maggio, prevede l'azzeramento dell'Ici, il decreto sulla sicurezza, la detassazione degli straordinari e pure un intervento sul caro-mutui. Quanto all'Alitalia «si cerca una soluzione italiana e fondamentalmente privata». Il ministro del Welfare Sacconi aggiunge: «Non alzeremo l'età pensionabile». L'azzeramento dell'Ici dovrebbe avvenire per decreto, mentre invece per la detassazione degli straordinari si dovrà aprire un breve confronto con i sindacati. «Dovremo discutere» ha detto «penso che dalle due parti ci sia una logica di dialogo costruttiva». Sarà anche un decreto quello sulla sicurezza, mentre invece per il caro-mutui si andrà con più cautela. Il ministro non spiega però la copertura finanziaria delle misure promesse (solo l'azzeramento dell'Ici vuol dire che i Comuni chiederanno allo Stato 2,5 miliardi di euro) perchè, guardando i conti, Tremonti sostiene: «tesoretto zero», «l'andamento delle entrate non è buono» e «l'economia va male, non perchè da gennaio è ripartita l'evasione». Insomma, il tesoretto, vezzeggiativo usato dall'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa nel marzo 2007 per indicare l'extra-gettito fiscale, dovuto alla lotta all'evasione e ai maggiori introiti erariali, e che sarebbe stato oggetto di un decreto da parte del decaduto governo Prodi a giugno o a luglio e che avrebbe riguardato circa 2,5 miliardi destinati ad incrementare lo stato sociale e le pensioni più basse, non esiste. Il suo alter ego del governo -ombra Pierluigi Bersani ha qualche dubbio su queste valutazioni. E dice: «Se i soldi non ci sono, Tremonti dovrà ridurre di 4 miliardi la spesa. Quindi vedremo ben presto se il tesoretto c'è o non c'è». Il nuovo ministro dell'Economia però non ha dubbi: l'eredità lasciata dal centrosinistra «purtroppo non è buona». Tanto è vero che Tremonti ha chiesto «agli istituti nazionali e internazionali una valutazione aggiornata. Nei documenti europei c'è la parola "rischio" su tante voci, noi chiederemo di valutare i numeri di chiusura del 2007 e quelli in corso del 2008». A farsi carico di questa situazione saranno le banche «che dovranno pagare qualcosa di più di tasse se non fanno pagare meno i mutui, e un sacrificio lo dovrà fare chi incassa la rendita petrolifera». Soddisfatto Tremonti per il tramonto della vendita di Alitalia ad Air France: «Il rischio per la nostra economia e il nostro turismo che Alitalia andasse a un concorrente straniero è stato evitato». Naturalmente la riforma della Costituzione va fatta con l'accordo dell'opposizione. Peccato, conclude Tremonti, che il governo-ombra «sarebbe cosa saggia, ma sembra una squadretta in allenamento». Tutti d'accordo nel Pdl nel dire che «l'eredità è pesante» ma, ribadisce il ministro del Welfare Sacconi, anche se è stato fatto un errore con l'età pensionabile, nessuno vuole tornare indietro, perchè «sarebbe un errore introdurre instabilità nella disciplina pensionistica» e bisogna detassare gli straordinari «perchè è una misura utile a sostenere la crescita, oltre che sostenere i redditi e quindi i consumi». |