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ROMA - Prodi esce allo scoperto sul caso Autostrade-Abertis. Il presidente del Consiglio, che ieri ha incontrato per un'ora il premier spagnolo José Luis Zapatero, a margine del Consiglio Ue di Bruxelles, ha chiarito che non c'è «nessun senso di ostilità nei confronti della Spagna» e «non c'è nessuna controversia sul caso Autostrade-Abertis». La questione, ha scandito Prodi, è tutta «italo-italiana, dato che non esiste una problematica, un confronto con imprese spagnole». Insomma il primo ministro, escludendo che esista una disputa sull'italianità dell'impresa, circoscrive il problema alla relazione tra Anas e Autostrade, lasciando capire che l'intento del governo è ristabilire gli equilibri messi in crisi dall'iniziativa dei Benetton, annunciata peraltro in un momento delicato, quando il governo non era ancora in carica. La trattativa si annuncia perciò difficile anche se un un passo in avanti c'è stato: il governo sembra aver accettato che la fusione venga deliberata nei tempi previsti, il 30 giugno, purché condizionata al raggiungimento dell'accordo tra Anas e Autostrade. La visita dell'amministratore delegato di Abertis, Salvador Alemany-Mas, al ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ieri è un segno di questa distensione: l'operazione per adesso non verrà bloccata, e infatti il manager spagnolo si è detto «fiducioso». Così il consiglio di amministrazione di Autostrade, riunitosi ieri, ha potuto confermare le proposte già presentate all'Anas sulle modalità dell'operazione. Ma soprattutto ha potuto tenere «fermi gli adempimenti prossimi già programmati», cioè l'assemblea per la fusione, dando mandato al presidente di «proseguire i colloqui con l'Anas al fine di definire il quadro dei possibili specifici impegni o delle garanzie rispondenti al proprio interesse sociale e alla tutela dell'interesse pubblico», in una parola, per verificare i margini di un aggiornamento della convenzione. Sulla strada dell'accordo c'è però il sindacato dell'Anas: mentre la Filt-Cgil se la prende con il governo per la mancata convocazione, la Fit-Cisl preannuncia un possibile sciopero lunedì. Giovedì invece il cda Anas prenderà atto delle dimissioni del direttore generale Claudio Artusi. |