Data: 13/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Niente incarichi, l'Abruzzo esce di scena. Delusi i forzisti Pelino e Pastore. Un ruolo per Aracu nel gruppo

PESCARA. Alla fine nel palmares del governo è rimasto solo lui. Ma Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del consiglio, non è in quota Abruzzo. Da sempre. Letta è pura quota Berlusconi. Di conseguenza il bilancio è presto fatto: nel quarto governo del Cavaliere l'Abruzzo esce di scena. Gli scricchiolii si avvertivano già ai tempi del governo Prodi, quando all'ultimo i Ds recuperarono un posto da sottosegretario allo Sport all'aquilano Giovanni Lolli.
Salvò l'onore dell'Abruzzo la Camera alta, il Senato, con la presidenza di Franco Marini da San Pio delle Camere, protagonista di un tentativo di esplorazione per un governo a termine che lasciò l'Italia politica per una settimana col fiato sospeso.
Ma la rappresentanza abruzzese nella legislatura prodiana è tutt'altra cosa rispetto ai fasti del secondo e terzo governo Berlusconi (anni 2001-2006), quando l'Abruzzo poteva allineare due sottosegretari di peso: il forzista Giovanni Dell'Elce alle Attività produttive con delega all'Energia, e il compianto Nino Sospiri potente sottosegretario ai Trasporti e in Abruzzo leader incontrastato di An. A fine legislatura si affacciò alla sottosegreteria alla Sanità anche l'eterno Rocco Salini (era l'epoca del costruendo e subito affondato terzo polo Masci-Salini), ma non ebbe tempo di fare alcunché.
L'Abruzzo giocò un ruolo anche nella riforma costituzionale, con Andrea Pastore componente del quartetto di saggi di Lorenzago di Cadore (gli altri erano l'Udc Francesco D'Onofrio, il leghista Roberto Calderoli, e per An Domenico Nania).
Oggi si torna a guardare a quel paesaggio istituzionale con lo stesso sguardo del turista sulle rovine di Roma antica: un misto di ammirazione, nostalgia e incredulità. E certo non può consolare il ministero ombra della Giustizia concesso da Walter Veltroni al magistrato di Orsogna Lanfranco Tenaglia, perché, fatto salvo l'orgoglio di campanile, tutto l'arrosto di via Arenula resta nelle mani del siciliano Angelino Alfano.
Nel resto della pattuglia d'opposizione il posto di maggiore visibilità spetta al senatore Giovanni Legnini, che diventa segretario d'aula del gruppo del Partito democratico, incassando la rendita dei due produttivi anni di legislatura passati nella ridotta della commissione Finanze a difendere il governo-tentenna del Professore.
Ma è soprattutto la pattuglia dei vincitori a uscire sconfitta dalla partita del governo. Nonostante, si racconta ad Avezzano, gli affollati pellegrinaggi a casa della presidentessa della Croce Rossa abruzzese Maria Teresa Letta, l'amata sorella di Gianni.
Nelle ore immediatamente successive alla proclamazione dei parlamentari si era molto esposta la deputata di Sulmona Paola Pelino, quasi certa di guadagnare un sottosegretariato allo Sviluppo economico. Nelle prime dichiarazioni aveva anche abbozzato un programma di iniziative per la sua Valle Peligna, ma alla fine ha dovuto gettare la spugna davanti alle candidature di Adolfo Urso e Ugo Martinat.
Era partito con grandi ambizioni Andrea Pastore, ma il senatore-notaio del Pdl è arrivato a Roma azzoppato dalla sconfitta di Pescara. E svanito il sottosegretariato ha dovuto rinunciare anche all'ambita presidenza della commissione Affari Costituzionali che andrà molto probabilmente a Beppe Pisanu. Gli resta da difendere il ruolo di coordinatore regionale di Forza Italia.
Non ce l'ha fatta Maurizio Scelli. In realtà l'ex commissario straordinario della Croce Rossa è stato molto prudente nelle dichiarazioni della vigilia, e attento a dare l'immagine del deputato abruzzese impegnato soprattutto per gli abruzzesi (non è passata inosservata la sua partecipazione alla processione del Perdono a Ortona, dietro il busto argenteo di San Tommaso, un segno tradizionale - quasi gaspariano - di attenzione al collegio).
L'unico che nella squadra di Forza Italia si mostra soddisfatto è Sabatino Aracu. Per lui il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ha riservato il posto di segretario del gruppo a Montecitorio. Un ruolo politico di peso per l'ideatore di Neve Azzurra, la festa invernale di Forza Italia. Aracu affiancherà questo ruolo a quello di presidente della Federazione internazionale di pattinaggio a rotelle e di presidente del Giochi del Mediterraneo Pescara 2009. L'instancabile Aracu ha confessato di aver rinunciato a fare il sottosegretario allo Sport per motivi di incompatibilità, ma è ben felice di affiancare «l'amico Cicchitto», anche se, ha confessato ai suoi, «dovrò farmi un mazzo così».

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