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PESCARA - Irregolari anche in Abruzzo. Sono L'Aquila e Teramo a guidare la classifica regionale di stranieri non regolari, secondo un censimento nazionale del 2007 realizzato dal dipartimento di Demografia dell'università di Milano Bicocca e dalla Fondazione Ismu, apparso sul Sole 24 Ore. Apre la lista abruzzese la provincia teramana, al 36. posto, in perfetta media nazionale, con 11 extracomunitari senza permesso di soggiorno ogni mille abitanti (tra italiani e stranieri), pari a 17,8 irregolari su cento stranieri, con un tasso di clandestinità del 6,2%. Al 40. posto è L'Aquila con 10,7 senza permesso su mille abitanti. Cifra regionale più alta: 26,3 di irregolari su cento stranieri, pari a un tasso del 4,1%. Ben distaccate le altre due province: Pescara, 76. nazionale, con 5,5 su mille abitanti e 16,9% sulla fascia di soli stranieri. Complessivamente 3,3% l'incidenza degli immigrati "sans papier". Chiude la classifica la provincia teatina all'88. posto: 3,7 immigrati irregolari su mille abitanti, 12,3% su stranieri, per una incidenza del 3% sugli abitanti. Dal Centro immigrati della Questura pescarese, la responsabile vice questore aggiunto, Marina Parisio, parla di dati pressocchè stazionari in riferimento ai mesi del 2008. «Su 5.500 censiti in testa agli irregolari sono i senegalesi (25%), seguiti da maghrebini e ucraini (10%) e nigeriani (5%). In città c'è molto commercio ambulante. I motivi dell'irregolarità, oltre alla clandestinità, derivano dai reati commessi in precedenza dagli stranieri: commercio clandestino, marchi contraffatti, furti, rapine. Reati che impediscono il rinnovo del permesso di soggiorno». Dai centri di ascolto della Caritas Diocesana di Pescara-Penne nel 2007, su 2.045 persone, 946 sono straniere. «Degli extracomunitari esaminati sono 85 gli irregolari: 44 dall'Ucraina, 12 dal Marocco, 11 dal Senegal, 5 dalla Nigeria e in misura minore da altri Paesi. Nel 2008 sui 531 utenti, 295 dei quali stranieri, i senza permesso di soggiorno sono 21. La realtà degli stranieri è in continua evoluzione, interessante analizzare le mutazioni degli ultimi mesi del 2006 rispetto al 2007 e all'anno corrente -commenta Monica D'Allevo referente per il progetto Gemini, l'osservatorio delle povertà di Pescara- Il 70% degli stranieri che si è rivolto ai Centri di ascolto nel 2006 non aveva un regolare permesso di soggiorno e proveniva dalla Romania e dalla Bulgaria. Con l'ingresso di queste ultime nella Ue la situazione è cambiata: è diminuita la percentuale di clandestinità e si sono incrementati i flussi di rumeni e bulgari in Italia». Cosa chiedono? zLavoro, viveri, vestiario, contributi economici e un luogo di accoglienza». |