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L'AQUILA. La Regione mette a punto la strategia per evitare l'inasprimento di Irap e Irpef chiesto dal governo per coprire il buco della sanità. Il presidente Del Turco e l'assessore al Bilancio D'Amico hanno convocato le parti sociali per lunedì alle 10,30 a palazzo Silone. Lo scopo è di valutare una azione comune da intraprendere con il nuovo governo. «L'obiettivo», spiega D'Amico, «è quello di evitare un aumento della fiscalità ed, anzi, raggiungere una progressiva riduzione nel prossimo triennio», perché già dal 2009, assicura l'assessore, il conto economico della sanità regionale dovrebbe riportare le prime cifre in nero, cioè in attivo. L'assessore al Bilancio è dunque ottimista rispetto alla trattativa con il governo perché, fa notare, la lettera della Ragioneria dello Stato che ha indotto Prodi a firmare, l'ultimo giorno del suo mandato, la richiesta di inasprimento fiscale, indica la sola cifra di 232 milioni di deficit riferito al 2006-2007, senza riportare le misure di copertura in atto o allo studio della Regione. Inoltre, nella lettera di Prodi si fa esplicito riferimento al commissariamento «sentita la Regione». Dunque, ragiona D'Amico, sul tavolo c'è almeno uno spiraglio di trattativa. «Nei conti sussistono le passività evidenziate dalla stampa», ammette l'assessore, «ma sussistono anche partite attive di cui il governo uscente, unilateralmente, non ha voluto tener conto. Per questo», ribadisce D'Amico, «la giunta regionale continuerà il confronto con il nuovo governo nazionale, perché, dopo i grandi sforzi compiuti dai cittadini abruzzesi, si escluda ogni ulteriore prelievo fiscale e si avvii, a partire dai ticket sanitari, una politica di progressivo e costante sgravio, fino al riallineamento della fiscalità abruzzese con quella delle più virtuose regioni italiane». Ieri Abruzzo Confcommercio ha chiesto la convocazione straordinaria ed urgente del consiglio regionale sul problema del debito sanitario, preannunciando iniziative eclatanti per tutelare le sorti degli operatori. La stessa richiesta è stata avanzata dal presidente emerito della Regione Abruzzo, Giovanni Pace. Pur criticando l'operato della Giunta, l'esponente di An ha manifestato «la piena disponibilità a lavorare insieme per una composizione della situazione con minor danno possibile per gli abruzzesi a partire da un esame severo in consiglio dei motivi della mancata approvazione del Piano di rientro». Nella seduta di ieri all'Emiciclo, il consigliere dell'Udc Mario Amicone ha chiesto inutilmente una discussione in aula sull'argomento. «Il provvedimento governativo», ha detto Amicone «è di una gravità enorme per l'economia regionale e come tale, dopo essere stato nascosto e taciuto per un mese agli abruzzesi, non poteva essere taciuto anche al Consiglio che pure aveva approvato il piano di rientro». |