Data: 14/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Scusi dottore, ma lei non è agli arresti?» L'apparizione lampo del dirigente nell'ufficio del Comune: «Sono tranquillo»

L'ex giovane Dc che condannò Tangentopoli, nato con Gaspari e ora fedelissimo a D'Alfonso

PESCARA. «Dottor Dezio..., ma lei non è stato arrestato?». Il dirigente alza le braccia: «Sono tranquillo, sono tranquillo...». «Scusi se insisto dottor Dezio, ma lei oggi è al lavoro?». «Sì, sto andando nella mia stanza». Sono le 12,30 quando sotto gli occhi del cronista si materializza una scena che ha del surreale. Dalle prime ore del mattino si era sparsa la voce dell'arresto del dirigente dell'Ufficio Patrimonio del Comune da parte della polizia postale.
La notizia ha già fatto il giro della città. Nelle stanze del Municipio, nei corridoi, al bar, non si parla d'altro. Poi accade l'imprevedibile: «Dezio arrestato? Ma se l'ho visto salire le scale del Comune cinque minuti fa?». Un consigliere comunale si prende quasi beffa del collega che insiste sull'arresto del dirigente. E in piazza Italia, davanti all'ingresso di palazzo di città, altri confermano: «Dezio è nel suo ufficio».
L'INCONTRO. Il dirigente si materializza davvero nell'androne al primo piano del Municipio, accanto al plastico della Nave di Cascella. Completo color carta da zucchero, camicia bianca, cravatta in tinta. Sbarbato e con la solita faccia da acuto ragazzo irlandese che camuffa bene i 40 anni che compirà il 23 maggio. Guido Dezio è assolutamente solo in quel momento, dopo l'arresto avvenuto in mattinata, e sta per imbucare il corridoio che lo porterà nel suo ufficio, dal lato esattamente opposto a quello in cui è ubicata la stanza del sindaco. Lo scambio di battute con il cronista dura meno di un minuto. Il dirigente continua a camminare verso la sua stanza, si gira per un attimo, risponde alla domanda con un sorriso, alza le braccia al cielo: «Sono tranquillo, sono tranquillo...». Ma dove sta andando? Lo seguiamo per un po', il dirigente torna indietro e si dirige alle scalette accanto all'ascensore che conducono al piano terra, all'ingresso secondario di palazzo di Città, quello che si affaccia sul fiume. Sotto lo aspetta la polizia. Tornerà, non tornerà? Dopo un'attesa di alcuni minuti chiediamo alla segretaria, tentando un bluff: «Scusi, c'è oggi il dottor Dezio?». «No, oggi non è al lavoro. Mi dispiace».
CHI E'. Classe 1968, Guido Dezio è considerato uno degli enfant prodige cresciuti all'ombra della Balena bianca. Non esattamente un portaborse dei vecchi notabili Dc. Anzi, nel 1993, insieme con alcuni giovani del Movimento giovanile della Democrazia cristiana, occupa la sede del partito di piazza Salotto, a palazzo "Arlecchino", per reagire alle nefandezze di Tangentopoli e invocare un vero «rinnovamento». Lui e gli altri boys della Dc protestano contro un «sistema bloccato» che non dà spazio ai giovani del partito. Quindici anni dopo è costretto a difendersi del reato più grave che a quell'epoca riempiva le patrie galere: concussione. Prima ancora, nel 1990, il giovanissimo Dezio è segretario organizzativo nazionale del Movimento giovanile della Dc. E' un prodotto di Licio Di Biase, un altro giovane residente ai Colli che ha iniziato a fare politica nella Democrazia cristiana quando indossava ancora i calzoni corti. Il riferimento è Remo Gaspari, undici legislature in Parlamento e una infinità di incarichi da ministro (dietro di lui c'è solo Giulio Andreotti). Un faro anche per Dezio, ma solo fino al 1992, quando sulla scena politica si affaccia l'ex segretario nazionale della Cisl, Franco Marini. Dezio lascia la corrente gaspariana, ormai al tramonto, e si lega all'asse Marini-D'Alfonso, che due anni dopo, a soli 29 anni, sarà il più giovane presidente della Provincia d'Italia. La Dc non c'è più, sostituita dal simbolo dei Popolari. E proprio con il Ppi, nel 1993, Dezio gioca la sua prima carta in politica con una candidatura in consiglio comunale. E' la tornata elettorale in cui fa esordio l'elezione diretta del sindaco (sino ad allora espressione del consiglio comunale). Il candidato sindaco da sostenere è Nicola Cirelli, che viene però sconfitto dai Progressisti di Mario Collevecchio. Dezio ha un ottimo risultato elettorale, ma non ce la fa a raggiungere gli scranni del consiglio comunale. A vincere le elezioni sarà Collevecchio. Per cinque anni di Guido Dezio non si sa più nulla, almeno per quel che riguarda l'attivismo politico. Si dà alla professione, occupandosi di amministrazione di condomini e di una società. Nel '98- '99 si rafforza il legame con Luciano D'Alfonso. Nel 2003, dopo avere vinto le elezioni di Pescara, il neo sindaco lo vuole con sè, prima nello staff della Segreteria particolare e, successivamente (vincitore di concorso) come dirigente dell'Ufficio Patrimonio. A Dezio D'Alfonso si rivolge per gli incarichi più delicati. Come la trattativa con Enel Gas, che assume a tratti toni durissimi. Il fedele dirigente risolve sempre ogni cosa con il sorriso. Un «bravo ragazzo» per tutti.

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