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PESCARA. È un ultimatum quello che arriva dal centrodestra a metà pomeriggio, dopo che l'arresto di Guido Dezio è ormai la notizia del giorno. «Il sindaco ha due strade: o prendere le distanze dal suo più stretto collaboratore, oppure trarre le debite conclusioni e dichiarare già finita la propria consiliatura». Per Luigi Albore Mascia, capogruppo del Popolo della libetà in Comune, Luciano D'Alfonso, dopo «le innumerevoli inchieste giudiziarie» che hanno investito la sua amministrazione, dopo l'arresto del suo braccio destro, «dovrebbe valutare anche l'opportunità di dimettersi». «Oggi Pescara rischia di diventare la "mosca bianca" - come l'ha definita il Sole 24 Ore - in senso assolutamente negativo» afferma Luigi Albore Mascia, «in cinque anni abbiamo registrato maxi-inchieste sull'urbanistica con una sfilza di indagati, Dezio indagato per altre vicende amministrative e il sindaco per abuso d'ufficio. Senza dimenticare l'arresto di un suo assessore cinque anni fa e un secondo assessore costretto alle dimissioni per un'altra vicenda giudiziaria». Secondo il Pdl, «la nuova amministrazione è legata a doppio filo a quella precedente: D'Alfonso non ha espresso la volontà di cambiare rotta, confermando nel proprio ruolo tutti i dirigenti». Scelte che Albore Mascia invita il sindaco a chiarire lunedì prossimo, in occasione della prima seduta del consiglio comunale «anziché leggere le linee programmatiche di una consiliatura già zoppicante». «La seconda legislatura di D'Alfonso alla guida di Pescara si apre nello stesso modo in cui si era chiusa la prima, con la magistratura a indagare su presunte ipotesi di reato commesse all'interno degli uffici del palazzo municipale» accusa il coordinatore regionale di An Fabrizio Di Stefano. Ma Luciano D'Alfonso si dice sereno: «In base agli elementi di cui sono in possesso, penso sia una vicenda che si sgonfierà presto» afferma pochi minuti dopo avere appreso la notizia. «Confidiamo in un riscontro sollecito dei fatti da parte delle autorità competenti, verso le quali ribadisco piena fiducia» scriverà più tardi in un comunicato. «Sono certo che la giustizia riuscirà a chiarire completamente la vicenda, un auspicio suffragato dalla conoscenza delle qualità professionali e morali di Guido Dezio che gli consentiranno di affrontare con serenità e serietà i fatti, dimostrando la sua completa estraneità». A Di Stefano replica il coordinatore esecutivo del Pd, Massimo Luciani: «Fa sempre effetto sentire da esponenti del centrodestra che hanno un rapporto piuttosto critico con la magistratura strumentalizzare episodi che sono ancora in fase di accertamento e non commentare con la stessa tempestività e assunzione di responsabilità inchieste che vedono coinvolti i loro esponenti». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Gianluca Fusilli, segretario cittadino del Pd e consigliere comunale, che conosce Dezio da 22 anni, quando poco più che adolescente si avvicinò ai giovani della Dc. «Sono esterrefatto: sul piano umano sono vicino a Dezio, penso che sarà dimostrare la sua estraneità rispetto alle accuse essendo una persona seria, diligente e onesta. Sul piano politico non può essere consentito a nesusno, e soprattutto a chi, come il consigliere Albore Mascia è uscito dimensionato in modo chiaro dal voto dei cittadini, di strumentalizzare ai fini di parte questa vicenda: il rispetto delle persone, qualunque siano le vicende nelle quali sono coinvolte, richiederebbe a chi aspiera a essere classe dirigente, ben altre valutazioni e altri toni». Nelle file dell'opposizione, sceglie la prudenza Carlo Masci, capogruppo dell'Udc: «Da un punto di vista umano sono rattristato, mi auguro che Dezio possa uscirne nel miglior modo possibile. Dal punto di vista politico credo sia presto, senza conoscere i fatti, dire qualsiasi cosa: considerata la gravità dei reati contestati, è necessaria la massima cautela». È preoccupato Carlo Costantini, deputato e leader dell'Italia dei Valori, che teme possibili ripercussioni sull'attività amministrativa: «Vista la delicatezza della questione mi guardo bene dall'esprimere giudizi, ma sul piano umano mi spiace moltissimo. Da un punto di vista politico la situazione è grave, inutile nasconderselo: le vicende giudiziarie che aleggiano intorno al Comune, che a volte emergono e a volte scompaiono, non fanno bene alla politica: serve chiarezza, le incertezze non ti mettono nelle condizioni di decidere. Prima di un giudizio compiuto mi riservo di valutare bene, ma dire che la situazione è di poco conto sarebbe una bugia, anche perché non è una situazione isolata». |