Data: 18/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Asl, Sangritana, Sevel: stop alla Regione. Frentana Provincia alza il muro «Basta prendere, è ora di dare»

LANCIANO. No alla soppressione della Asl Lanciano-Vasto; no alla delocalizzazione dell'indotto Sevel nella Valle Peligna; e no alla creazione di un'azienda unica di trasporto regionale che comprende Arpa, Gtm e Sangritana. L'associazione culturale Frentania Provincia punta l'indice contro gli interventi pianificati dalla Regione che, sostiene, «vanno solo a danno del territorio frentano». «La Regione prende, ma non dà nulla. Non abbiamo politici in giunta che possano opporsi a queste decisioni scellerate. Dobbiamo fare leva sui 4 consiglieri», incalza il presidente dell'associazione, Pino Valente.
Dopo il silenzio osservato durante la campagna elettorale per il ballottaggio, «per non interferire sulle scelte politiche dei lancianesi», l'associazione culturale Frentania Provincia torna ad occuparsi del territorio frentano ed, in particolare, dei tre provvedimenti progettati dalla Regione che riguardano, in senso negativo, Lanciano e la Val di Sangro. «Il primo problema riguarda la riduzione delle Asl», annuncia Pino Valente, «il provvedimento restrittivo è necessario per ridurre il debito eccessivo della sanità», riconosce Valente, «ma nel mirino non deve entrare la Asl Lanciano-Vasto. Se, infatti, gli ospedali di Chieti e L'Aquila vengono clinicizzati, a che cosa serve assegnare alle due province le Asl se queste non hanno ospedali da gestire? E' un controsenso. Da gennaio abbiamo proposto la creazione della Asl frentana, che comprenda i nosocomi di Lanciano, Vasto, Atessa, Casoli, Gissi, Guardiagrele e Ortona. L'idea è stata condivisa solo dall'Udc locale, ma mi auguro che diventi una battaglia di tutti, non solo di un partito».
Frentania Provincia, che conta più di 200 iscritti, alza il muro anche sulla proposta della giunta Del Turco, di "esportare" l'indotto Sevel nella Valle Peligna, «guarda caso», commenta Valente, «la zona da cui provengono Del Turco ed altri esponenti della sua giunta». «La soluzione dei problemi lavorativi sulmonesi non può passare attraverso al disgregazione del secondo polo industriale d'Italia», continua, «è un riequilibrio presunto che non ha le basi su cui fondarsi. La Regione, piuttosto, deve attuare una seria politica industriale in Val di Sangro da sempre svantaggiata, nonostante l'importanza». L'associazione ha in una settimana raccolto più di mille firme. La petizione sarà inviata a politici locali e consiglieri regionali.
L'ultima "levata di scudi" è per la Sangritana che, nel provvedimento dell'assessore regionale Ginoble, deve essere fusa con Gtm e Arpa per realizzare l'azienda unica di trasporto regionale. «Non ci può essere la fusione», è lo stop di Frentania Provincia, «perché le società hanno storie diverse. La Sangritana non comprende solo il trasporto su gomma ma anche su rotaia. Va potenziata non ridotta e dev'essere staccata da questo provvedimento».

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