Data: 15/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Sanità, rigidi i piani anti-deficit» Ministero del Tesoro, rapporto sulle Regioni in rosso

Bilanci e debiti: studio dell'istituto governativo (Isae). Confcommercio convoca le associazioni «Limiti di credibilità negli obiettivi e interventi parziali»

PESCARA. «I piani di rientro dal deficit della sanità stanno funzionando, ma sono troppo rigidi». Lo scrive l'Isae, l'Istituto di analisi economica del ministero del Tesoro nel rapporto dedicato alle spese della pubblica amministrazione. Un'affermazione importante per l'Abruzzo nei giorni in cui si discute sul mancato raggiungimento degli obiettivi di risanamento e delle nuove tasse richieste dall'ex governo Prodi per coprire i deficit degli anni 2006-2007.
Sei sono le Regioni sottoposte a piani di rientro: Lazio, Sicilia, Campania, Liguria, Abruzzo e Molise. Con risultati - spiega l'Isae - altalenanti. «In Lazio e in Sicilia - si legge nel Rapporto - la spesa è diminuita, in Abruzzo è cresciuta (+2,7%) in linea con quella media italiana, in Campania, in Molise e in Liguria leggermente di più della media (con tassi vicini al 4%)». Complessivamente però, in tutte e 6 le Regioni «i disavanzi si sono ridotti considerevolmente rispetto al 2006», tanto è vero che nel 2007 il disavanzo complessivo del Sistema sanitario nazionale è diminuito del 30% toccando il minimo storico. Secondo l'Isae dunque sembra che i piani di rientro stiano producendo alcuni primi risultati positivi, «sia pure differenziati tra le diverse Regioni coinvolte».
Qualche dubbio però l'istituto lo avanza «sulla piena adeguatezza dei piani, per il rigido congegno di modalità e tempi di attuazione, che prevedono, infatti, una serie di obiettivi intermedi, rigidamente definiti».
E anche le sanzioni sarebbero efficaci in presenza di «obiettivi realmente realizzabili», mentre la loro rigidità pone «limiti di credibilità». Non a caso - precisa l'Isae - gli interventi delle Regioni coinvolte nei piani di rientro della spesa si sono «limitate» soprattutto nel contenimento della spesa farmaceutica e nel blocco del tour-over del personale e sono «ancora lontane dall'avvio di misure strutturali» e «imperniate sulla riorganizzazione dell'offerta ospedaliera».
Il rapporto, dunque, se da un lato conferma i rilievi del tavolo di monitoraggio del ministero contro i ritardi dell'Abruzzo nell'adozione delle misure di contenimento della spesa, dall'altro porta elementi a favore delle Regioni inadempienti. Il Lazio, che assieme all'Abruzzo si è visto recapitare dal precedente governo un avviso di commissariamento se non aumenterà le tasse, ha già chiesto la modifica del piano di rientro. l'Abruzzo si prepara a trattare col nuovo governo e intanto il presidente Del Turco e l'assessore D'Amico hanno convocato le parti sociali lunedì a Palazzo Silone all'Aquila per discutere del problema.
Dal canto suo Confcommercio Abruzzo ha invitato le altre associazioni di categoria a un incontro il 20 maggio «per concordare le iniziative da mettere in campo al fine di evitare l'inasprimento delle imposte regionali Irpef ed Irap, che darebbe il colpo di grazia alle Pmi e le famiglie abruzzesi, già al limite della sopravvivenza».
In Consiglio regionale i consiglieri della Federazione di Centro, Angelo Di Paolo, Liberato Aceto e Antonio Verini hanno aderito alla richiesta di una seduta straordinaria sulla sanità avanzata da Giovanni Pace (An). Ma hanno voluto precisare che la loro disponibilità «non deve essere scambiata per una azione propedeutica ad un cambio di casacca».
«La nostra disponibilità», precisano i tre esponenti politici «è dettata dalla constatazione che, ad oggi, nonostante avessimo votato a suo tempo sia le leggi di riordino del sistema sanitario che il piano di rientro del deficit, nessuno si è sentito in dovere di informarci sulla sua effettiva entità». (a.d.f.)

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