Data: 16/05/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tasse, gli aumenti congelano il rimpasto. Mascitelli dà lo stop a Del Turco: «Non è opportuno parlare di poltrone»

Regione. Convocato un Consiglio straordinario. Amicone contrario: «E' solo una passerella mediatica»

PESCARA - Macchè rimpasto, non è serio. L'Italia dei Valori non ci sta e chiede a Del Turco di fare passo. «Sennò rischiamo di prenderci i pomodori in faccia» dice Alfonso Mascitelli neo senatore, reduce dal dibattito al Senato sulla fiducia e da un affondo verbale che ha fatto girare i tacchi a Berlusconi, un colpo che neanche a Di Pietro era ancora riuscito: insomma prima la sanità poi le poltrone. Rimpasto sospeso e per il momento i dipietristi restano fuori dalla giunta. Lo hanno detto chiaro e tondo a Del Turco, bocce ferme per rispetto ai cittadini. Non si possono aumentare le tasse e fare come se niente fosse. E intanto la Regione decide di fare outing e martedì 27 maggio alle 15 parlerà finalmente dei famigerati aumenti di Irap e Irpef nel corso di un consiglio straordinario nel quale illustrerà i contenuti del verbale del 26 marzo scorso che ha bocciato il piano di rientro della sanità. Un buco da 232 milioni di euro più una lunga serie di inadempimenti che faranno scattare automaticamente gli aumenti oltre i limiti massimi già applicati. Una specie di de profundis per la maggioranza di centrosinistra che sapeva dal 5 febbraio scorso di essere sulla lista nera del ministero e che ha taciuto per motivi elettorali. Il Consiglio si celebrerà in un clima di mobilitazione e di attesa, perchè se da una parte i sindacati già affilano le armi per un grande sciopero regionale contro il nuovo inasprimento fiscale che verrà discusso in un incontro con Del Turco lunedì prossimo, dall'altra il tavolo tecnico con i rappresentanti del ministero della Sanità e dell'Economia è stato fissato per il 21, e in quell'occasione si saprà che sorte toccherà all'Abruzzo: la legge stabilisce a chiare lettere che se la Regione non applicherà gli aumenti di Irap e Irpef lo farà un commissario governativo.
«La situazione è disperata -ammette Mascitelli - ma spero che insieme agli altri parlamentari abruzzesi riusciremo a evitare il peggio. Anche se temo che per evitare gli aumenti delle tasse sarebbe necessaria una modifica legislativa: e non so se c'è il tempo e la volontà per farlo».
Ma c'è anche a chi non piace il consiglio straordinario sui debiti della sanità. «E' un errore strategico e politico della minoranza - dice Mario Amicone capogruppo Udc - E' soltanto un momento di grande esibizione video-giornalistica che si concretizzerà in una ennesima e reciproca accusa di colpe e responsabilità tra Del Turco e il vecchio presidente Pace, ma non permetterà, per motivi regolamentari, come invece ssarebbe stato possibile fare in commissione, di sviscerare dati, carte e documenti per individuare colpe e responsabilità anche politiche».
E se il Consiglio si terrà il prossimo 27 maggio, dopo il tavolo tecnico con Roma e il famoso incontro con Gianni Letta sul quale Del Turco ripone grandi aspettative in virtù della condivisa paesanità, il rimpasto rischia di slittare a giugno inoltrato. Ammesso che si faccia, ammesso che abbia ancora un senso. Difficile parlare di rilancio della politica regionale dopo un fallimento di queste proporzioni, ragiona Mascitelli: «Se qualcuno ci chiede una rosa di nomi da candidare ad assessore, gli taglio la testa». Lui fa tanto per dire, anche perchè le teste gli assessori se le sono tagliate da soli.


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