Data: 17/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
I Comuni: garantiteci i soldi dell'Ici. Il sindaco di Venezia Cacciari minaccia di portare le chiavi a Palazzo Chigi. Il governo rassicura

La manovra (compresi gli straordinari) oscilla tra 4 e 6 miliardi. La copertura verrà da tagli alle spese e da tasse su banche e petrolieri

ROMA. Ici e straordinari. Le misure a favore di famiglie e lavoratori che il governo varerà mercoledì prossimo (quasi certamente con un decreto legge) ruotano intorno a queste due voci che da sole valgono 4 miliardi di euro (6 se si dovesse considerare una platea molto ampia per gli straordinari). Nelle misure potrebbero trovare posto anche il bonus bebè, si parla di mille euro, e delle norme di semplificazione burocratica per le imprese.
Cosa si vuole fare al Ministero dell'Economia e a quello del Welfare lo hanno ben chiaro, quello che resta ancora da definire è il «a chi destinare le risorse».
Per quanto riguarda l'Ici la cancellazione dell'imposta varrà per «tutte le abitazioni principali», annuncia il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti. Comprese le abitazioni di lusso?
La risposta in questo ragionamento: «Nella scorsa manovra (governo Prodi) era concessa una detrazione in più per alcune categorie di immobili e l'imponibile veniva coperto integralmente e quindi l'imposta era zero. In sostanza le detrazioni erano aumentate, ma restavano migliaia di alloggi sui quali gravava l'imposta. Ora il centrodestra cambia registro e cancella l'Ici su tutte le abitazioni "principali" da identificare con la residenza anagrafica». Ma c'è chi insiste sul dire che nel decreto ci sarà l'esclusione delle abitazioni più pregiate, individuate con i parametri catastali.
Costo dell'operazione 2 miliardi e 200 milioni. Giorgetti dice che i Comuni riceveranno la compensazione con decreto del ministero dell'Interno «che tenderà a incentivare i Comuni virtuosi e disincentivare gli altri, garantendo in ogni caso per il 2008 quella che sarebbe stata l'entrata di bilancio Ici». Il fatto che per ora non ci sia niente di chiaro fa infuriare il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari: «Non introdurrò l'addizionale Irpef per compensare gli eventuali mancati introiti dell'Ici - dice - piuttosto tolgo la chiavetta dalla macchina, gliela consegno e lascio che guidino loro». La preoccupazione del sindaco, è chiara: «Senza rimborsi ci troveremo a dover governare una situazione semi-fallimentare o il fallimento completo».
Sugli straordinari di chiaro c'è che le misure riguarderanno, comunque, ciò che avviene da giugno in poi e che gli statali saranno esclusi (con ira dei sindacati). Con tutta probabilità, poi, la tassazione al 10% del lavoro in più (escludendolo da ciò che concorre a formare l'aliquota Irpef) sarà applicata solo ai lavoratori che si trovano sotto una data soglia di reddito: 35-40mila euro.
I soldi verranno da risparmi nel bilancio (facilitati dalla nuova struttura per missioni) e dall'accantonamento di progetti non essenziali, o non ancora partiti, previsti dalla Finanziaria 2008.
Meno di quanto ipotizzato all'inizio il contributo che potrebbe venire dalla stretta sulle imprese finanziarie, ma è certo che saranno varate norme che riduranno la deducibilità degli interessi passivi, mentre qualcuno chiede un innalzamento dell'aliquota.

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