|
L'Italia ha il trasporto pubblico locale piu' arretrato d'Europa e viaggia almeno 10 anni indietro rispetto a Paesi come Francia, Germania, Regno Unito o Svezia. Costi piu' alti, ricavi piu' bassi e un'eccessiva dipendenza dai contributi pubblici rendono infatti il sistema poco redditizio e scarsamente competitivo. Questa la fotografia scattata nel rapporto Bain & Company sul trasporto pubblico locale, che analizza un campione di oltre 100 aziende e indica alcune azioni per rilanciare il settore. Il trasporto urbano e extraurbano italiano, con 5,3 miliardi di passeggeri ogni anno, 45 mila veicoli fra bus, tram e metro, e un fatturato di 7 miliardi di euro, evidenzia - osserva il rapporto - alcune criticita': la redditivita' negativa, con un risultato operativo (Ebit) di sistema del -2,3% e circa 4 miliardi di euro annui di contributi pubblici, che si traducono in un costo per la collettivita' di oltre 10 milioni di euro al giorno; il gap di produttivita' del 20% rispetto alla media europea (circa 18 mila chilometri per addetto contro la media Ue di oltre 20 mila); e la frammentazione e il nanismo del sistema, che conta oltre 1.200 operatori, ma solo le prime 5 aziende coprono il 27% del mercato. Rispetto al resto d'Europa, il sistema italiano evidenzia una ''minore autosufficienza di mercato'', legata, secondo lo studio, sia alla ''scarsa capacita' di generare ricavi da traffico'' (1 euro per chilometro, contro una media Ue di 1,55 euro/km), sia al ''maggior costo per unita' di prodotto'' (3,6 euro/km contro una media Ue di 2,78 euro/km). L'Italia evidenzia inoltre un ''gap molto significativo'' nei livelli tariffari (l'abbonamento mensile urbano costa 25,7 euro contro i 40,59 di media europea) e una minor velocita' commerciale (10-15% in meno rispetto al resto d'Europa). Le priorita' per rilanciare il settore, secondo il rapporto, sono: innovazione nel modello di governance, separdando regolazione/controllo e gestione; modernizzazione del sistema di aggiornamento delle tariffe; soluzioni ''coraggiose'' per aumentare la velocita' commerciale e incentivare l'uso del mezzo pubblico; superamento della frammentazione. Tutto questo - conclude l'autore, Sandro Orneli - insieme ad ''un sistema di incentivi fiscali, alle fusioni e all'introduzione di amortizzatori sociali, puo' contribuire a un avvicinamento alle best practice europee, sventando cosi' la minaccia di colonizzazione da parte di operatori esteri'' |