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Lunedì il primo consiglio: il sindaco pronto a rinfacciare le inchieste che riguardano uomini del Pdl
Giovedì ha avuto il via libera della giunta, lunedì il documento approderà in consiglio comunale, il primo del D'Alfonso-bis, e ad illustrarlo sarà il sindaco in persona. Le linee programmatiche del mandato 2008-2013 sono condensate in cinque punti, cinque capoversi che segnano il percorso della nuova amministrazione: «Percorso che sarà di sessanta mesi» dice a chiare note il primo cittadino, rispondendo così a chi ipotizza una sua permanenza ridotta a palazzo di città. Ma c'è di più. Illustrando il documento, per altro assai articolato, il sindaco vuol anche ribattere a muso duro a chi - leggi l'opposizione - lunedì entrerà in aula per spodestarlo invocandone le dimissioni, sue e della dirigenza comunale in blocco. Il terremoto scatenato dall'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari di Guido Dezio, esonerato dalla dirigenza al settore appalti e patrimonio, ha infatti spinto il centrodestra a riproporre la questione morale a palazzo di città, in cosiderazione di quella e delle precedenti inchieste che hanno sconvolto il clima un tempo sereno negli uffici del Comune. Il Pdl con Luigi Albore Mascia e nondimeno Carlo Masci dell'Udc annunciano di voler dar fuoco alle polveri, «fatto salvo il garantismo e la solidarietà nei confronti di chi, come Guido Dezio, sta attraversando un momento certamente difficile» ha commentato Masci. Non mancherà la voce del terzo candidato sindaco sconfitto alle ultime elezioni, Gianni Teodoro, fino ad aprile vice di D'Alfonso e adesso finito per coerenza sugli scranni dell'opposizione. Il clima ad alta tensione, sin d'ora prevedibile, rischia di trasformare la seduta di lunedì in una violenta resa dei conti tra maggioranza e opposizione. Perché all'affondo sulla questione morale il centrodestra incrocierà i guantoni con un D'Alfonso per nulla disposto a farsi da parte né tantomeno fare sconti a chi pretenderà di predicare pur avendo a sua volta conti in sospeso con la giustizia o - chi più chi meno - scheletri nell'armadio: «Non avete idea di cosa combinerò» ha anticipato il sindaco a Il Messaggero. Una prova certamente dura che a ben vedere D'Alfonso ha accettato di affrontare nel momento in cui, con tante inchieste delicate ancora aperte a palazzo di città, si è ricandidato per il secondo mandato. Inchieste della procura che stanno oggi per arrivare al momento della verità: come quella sull'urbanistica, l'altra sul concorso valso a Dezio la nomina a dirigente, ed ancora quella della Finanza sulle multe cancellate che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 72 vigili urbani; lo stesso discorso vale per lo scandalo sul verde pubblico. D'Alfonso è pronto allo scontro frontale senza perdere di vista gli obiettivi per la Pescara dei prossimi cinque anni. Il piano programmatico che lunedì approderà in aula è fondato su cinque punti: 1) la città innovativa: che riconosce il valore delle relazioni, dei talenti, della cultura e dei servizi; 2) La città facile: che individua vettori di crescita in un'area urbana ampliata, in una mobilità integrata e vasta, nella qualità dell'ambiente e in un piano territoriale degli orari, oltre che in un innovativo approccio urbanistico a partire dalle Aree di risulta; 3) La città dello sviluppo: che guarda a turismo, sport, portualità, accoglienza e lavoro, come potenziale di ulteriore crescita; 4) La città solidale e sicura: che punta sulla sicurezza, sulla sanità e sul sociale; 5) La struttura amministrativa: che pone la "macchina amministrativa comunale" di fronte ad un importante passaggio, consolidando una trasformazione in atto da tempo per migliorarne efficienza, tempi e contatti con la comunità. |