Data: 18/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Lavori usuranti, decreto a rischio. Va approvato entro fine maggio. Appello di sindacati e Damiano Ma Cazzola (Pdl) solleva forti dubbi: il testo va riformulato

ROMA. Conto alla rovescia per il varo del provvedimento sui lavori usuranti: se il nuovo governo non varerà il decreto entro fine maggio, scadrà la delega e con essa tutto il lavoro dell'ultimo anno per consentire ai lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose di anticipare, fino ad un massimo di 3 anni, il loro pensionamento. «Lancio un appello al governo e al Parlamento perchè si proceda rapidamente all' attuazione della delega, le cui coperture economiche sono già state vidimate dalla Ragioneria dello Stato. Non basta che una firma», dice l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano.
Ma anche i sindacati sono preoccupati e il loro appello lo lanceranno martedì, in occasione della prima riunione del governo con le parti sociali. La Cgil si aspetta che il nuovo esecutivo «dia rapidamente attuazione» al decreto sui lavori usuranti, su cui si sono espresse le parti sociali e su cui hanno votato 5 milioni di lavoratori al referendum sul protocollo sul welfare, ricorda il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini, e anche la Uil chiede un «atto di responsabilità verso i lavoratori».
Quella della delega sui lavori usuranti «è un'incognita, ma temo che questo governo la lasci scadere», avvisa il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini.
A segnalare l'esigenza di una riformulazione dello schema di decreto è invece l'economista esperto di previdenza e parlamentare Pdl, Giuliano Cazzola. Così com'è, dice, contiene aspetti «inaccettabili», a partire dall'ampliamento della platea dei lavoratori notturni, e vanifica gli effetti di innalzamento dell'età pensionabile. «La legge vigente stabilisce un minimo di 80 notti l'anno, lo schema ha rimodulato tale limite in un arco che va da 64 a 78 notti», ricorda. In questo modo, evidenzia anche una relazione dei servizi Bilancio e Commissioni della Camera, a fronte di una previsione nel protocollo Welfare di 5mila ritiri agevolati l'anno, si arriva a circa 7-8 mila possibili pensionamenti anticipati ogni anno. Per Cazzola, inotre, il meccanismo con cui viene regolato il periodo transitorio (fino al 2017 sono agevolati i lavoratori che hanno compiuto attività usuranti per 7 anni nell'arco degli ultimi dieci e poi solo quelli le hanno compiute in metà dell'arco lavorativo), fissa arbitrariamente la data al 2017, mentre la nuova età pensionabilie di anzianità andrà a regime nel 2014.

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