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COCULLO. Il ricordo della festa dei serpari, dell'impossibile viaggio in treno per raggiungere il paese, dei tanti viaggiatori in attesa rimasti sulle banchine delle stazioni, brucia ancora. Così il sindaco, Nicola Risio, come anticipato all'indomani della festa, chiede, con una lettera, le "scuse" di Trenitalia e il rimborso della cifra versata dal Comune all'azienda (1800 euro) per effettuare fermati speciali in paese. Scuse, sottolinea Risio, «non per il comune di Cocullo, al quale però andrebbero rimborsati i soldi per un servizio pagato ma svolto parzialmente, ma per quei passeggeri costretti a viaggiare in condizioni simili a quelle dei carri bestiame di infausta memoria e per quelli lasciati sui marciapiedi delle stazioni». A suo avviso «é semplicemente inutile la giustificazione che non ci si aspettava un tale afflusso» perché, «già dal 30 gennaio, avevo inoltrato la richiesta di fermate straordinarie, facendo presente che quest'anno la festa di san Domenico ricadeva il primo maggio, e di tale coincidenza era stata informata la prefettura, senza contare le numerose telefonate» con funzionari delle Ferrovie. Insomma una brutta pagina che ha lasciato tanta amarezza ai cocullesi, come emerge nella lettera alla direzione regionale di Trenitalia, all'assessorato regionale ai trasporti e al presidente della Provincia. «Quando gli abitanti di questo paese hanno saputo che il comune, per la prima volta ha dovuto pagare per le fermate dei treni il giorno della festa i San Domenico» afferma «hanno avuto un moto di sconcerto, quasi come si sentissero traditi e prorpio dall'Ente che ha annoverato tra i suoi dipendenti molti di loro». |