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FOSSACESIA. «Il Comune di Fossacesia non vuole contendere il ruolo di fulcro del territorio al capoluogo frentano. Da Lanciano ci saremmo aspettati un contributo costruttivo per la stazione»: tra il sorpreso e l'amareggiato, il sindaco Enrico Di Giuseppantonio commenta così la "bocciatura" dell'ordine del giorno sullo scalo ferroviario-fantasma di Fossacesia-Torino di Sangro. In aula il documento è stato ritirato: il consiglio comunale ha deciso di riscriverlo, bocciando la doppia vocazione - merci e passeggeri - della stazione e rivendicando a Lanciano il ruolo di guida del territorio anche in tema di trasporti. «Mi solleva il fatto che tanti lancianesi hanno chiamato in Comune per dissociarsi dalla posizione espressa da alcuni consiglieri in aula», dice Di Giuseppantonio, «con il sindaco di Torino di Sangro abbiamo deciso di sottoporre a tutti i Comuni del Sangro-Aventino la proposta di deliberazione sullo scalo per combattere l'Italia delle disfunzioni. Fossacesia ha sempre sostenuto le battaglie di Lanciano: ci saremmo aspettati un altro atteggiamento», si rammarica il sindaco, «lo consideriamo un incidente di percorso. Ma Lanciano sappia che rischia l'isolamento». A Fossacesia del caso si parla oggi, alle 18,30, in consiglio comunale. Di Giuseppantonio ha poi intenzione di incontrare il sindaco, Filippo Paolini. «Ha sempre dimostrato grande apertura, non credo c'entri con le polemiche», afferma Di Giuseppantonio, che ribatte invece alle critiche sul potenziamento dello scalo, considerato "ibrido" dai consiglieri lancianesi. «Quello di Fossacesia-Torino di Sangro è uno scalo merci e anche passeggeri», ribadisce, «a servizio di una zona industriale tra le più importanti del centro-sud. Questa non è una battaglia di Fossacesia, ma di tutti i Comuni che usano la stazione». |