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PESCARA - Tutti a casa: l'ennesima minaccia di Ottaviano Del Turco arriva alle 16 e 55 di ieri pomeriggio, è il mal di pancia di dipietristi, Verdi, Sinistra democratica e di alcune frange del Pd a fargli gonfiare i muscoli, «se il programma di fine legislatura e il nuovo assetto della giunta regionale saranno accolti dall'assemblea significherà che esisteranno tutte le condizioni per proseguire il nostro lavoro, se invece non sarà così vorrà dire che andremo a casa». La minaccia arriva dopo l'incontro mattutino col segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso e quando è chiaro che l'accordo con Rifondazione e la stessa Italia dei Valori si fa un po' più difficile: non c'è solo il problema dei termovalorizzatori ma anche la richiesta di rimandare il rimpasto, perchè non si può preparare la stangata delle tasse ai cittadini e parlare di poltrone, dicono Idv e sinistra. Ma invece Del Turco tira dritto, anzi preme sull'acceleratore e decide di presentare programma e nuovi assessori nel consiglio di martedì prossimo già convocato sui temi della sanità. «Difficile dialogare con l'orologio alla mano», dice Alfonso Mascitelli neo senatore dell'Idv, «questo mica è un confronto ma è un rapporto di prepotenza» fanno sapere da Rifondazione. E per la verità erano volate parole grosse già nell'incontro di lunedì scorso tra il segretario Marco Gelmini e Del Turco, e la frattura si è fatta ancora più profonda martedì mattina alle sette nel corso della rassegna stampa di Rete8 quando Gelmini appena sveglio dice senza mezze misure che per far marciare la Regione bisognerebbe «liberarsi dell'ingombrante presenza di Del Turco» e che insomma i comportamenti più negativi all'interno della giunta sono quelli di presidente, assessore alla Sanità e assessore al Bilancio. Apriti cielo. La difficilissima mediazione sul programma di fine legislatura affidata a Lamberto Quarta a quel punto si fa davvero difficile. Lo scontro politico è durissimo ma in ogni caso dal fax di Rifondazione arriva alla Regione una proposta di integrazione del programma in cui si chiede di rinunciare al piano stralcio per realizzare il termovalorizzatore ma si accetta di «anticipare il piano rifiuti con tutto quello che prevede, in primis realizzazione della raccolta differenziata». E' un'apertura che lascia una porta aperta anche alla realizzazione di quegli impianti in via di sperimentazione negli Stati Uniti che avrebbero già ottenuto il gradimento dei Verdi. Ma l'aria per il centrosinistra è davvero brutta. Se passeranno le nuove tasse sarà difficile che la giunta riesca a reggere la battuta. Anche l'Idv presenta un'integrazione al piano e solo nel caso in cui venga recepita da Del Turco, consegnerà la rosa di nomi dalla quale sarà pescato il nuovo l'assessore. E il rimpasto di giunta che sarà annunciato il prossimo 27 maggio, prevede tre staffette: al posto di Ginoble entrerà un dipietrista; al posto di Valentina Bianchi entrerà Antonio Boschetti; e la poltrona per Donato Di Matteo dovrà essere liberata probabilmente da Fernando Fabbiani, perchè Rifondazione sulla Mura è deciso a non mollare. Li.Mand. |