Data: 23/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Deficit sanità, tasse più vicine. Sacconi: con le sanzioni Regioni più responsabili

Il presidente di Confindustria Abruzzo Marrollo chiede l'intervento di Marcegaglia sul governo

PESCARA. «Si arriverà presto ad alcune determinazioni rispetto al deficit sanitario di alcune regioni». Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si annuncia così nella sua prima uscita pubblica: la presentazione della Giornata Nazionale del Sollievo.
Poi la precisazione che suona preoccupante per l'Abruzzo, ancora in attesa di trattare con il nuovo governo per evitare l'aumento di Irap e Irpef chiesto da Prodi: «Il principio della responsabilità», ha spiegato il ministro, «funziona se esiste il deterrente e se esistono sanzioni. Senza sanzioni non c'è responsabilità». «Certe scelte», ha continuato Sacconi «sarebbero più semplici se dovessero riguardare qualche amministrazione che appartiene alla mia stessa parte politica, ma non possiamo non porci il problema dell'attuazione di deterrenza e sanzioni, che sono già state individuate in sede negoziale tra lo Stato e le regioni».
È esplicito il riferimento all'Abruzzo e al Lazio, due regioni amministrate dal centrosinistra impegnate a scansare nuove tasse per risanare la sanità. E dunque si annuncia in salita la trattativa che il presidente della Regione Ottaviano Del Turco e l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca si preparano a imbastire con Palazzo Chigi.
Ieri ha cominciato il Lazio. Il presidente Piero Marrazzo, accompagnato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha avuto un primo confronto con una delegazione del governo guidata da Gianni Letta. Al termine dell'incontro, rispondendo alla domanda sulla possibile riapertura dei termini indicati dall'ex premier Prodi per l'eventuale commissariamento della Regione, se non dovessero tornare i conti della sanità, Marrazzo ha detto: «La lettera di Prodi è ancora lì. Abbiamo una scadenza da affrontare, quella rimane, ma il confronto va avanti». Alla domanda se le tasse sono congelate, Marrazzo ha risposto «No».
Nei prossimi giorni toccherà a Del Turco.
Intanto in occasione dell'insediamento di Emma Marcegaglia al vertice di Confindustria, il presidente di Confindustria Abruzzo Calogero Marrollo ha scritto una lettera alla giovane imprenditrice chiedendole di farsi «interprete con il governo centrale delle difficoltà che stanno vivendo le imprese abruzzesi».
L'appello è di trovare «tutte le soluzioni utili», per evitare l'inasprimento di Irap e Irpef, come «la possibilità di ottenere una proroga di uno-due anni, rigorosa nei tempi, che permetta alla Regione di ripianare il debito e dimostrare la sua volontà e capacità amministrativa».
Per Confindustria Abruzzo «ciò non toglie assolutamente la necessità di attuare fino in fondo, da parte della Regione, tutte le iniziative utili per ripianare nel più breve tempo possibile il debito sanitario». «La nostra stessa Organizzazione», assicura Marrollo «sarà rigorosa e vigile in merito».
Ma l'obiettivo del risanamento «non può essere raggiunto sulla pelle delle nostre imprese», precisa Marrollo nella lettera. «Quello paventato è un ulteriore inasprimento fiscale a carico delle imprese abruzzesi», calcola il presidente «che potrà arrivare intorno al +1,5/+2% sulle attuali aliquote Irap». Una maggiorazione che andrebbe ad aggiungersi, spiega Marrollo alla Marcegaglia, all'aumento dell'1% rispetto al tetto massimo previsto dalla legge, già introdotto nel 2006, sempre per questioni connesse alla spesa sanitaria. «In sostanza», conclude Marrollo «già dal 2006 l'Abruzzo soffre di una aliquota Irap pari al 5,25%, superiore di 1 punto rispetto a quelle delle altre regioni italiane. Ciò, mentre altre regioni, anche limitrofe all'Abruzzo, stanno abbassando le loro aliquote al 3,75%-3,25%». Dal canto suo la Marcegaglia, nel discorso di insediamento ha già chiesto al governo un abbassamento della pressione fiscale sulle imprese. Bisognerà vedere ora se l'appello farà breccia su Berlusconi.

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