Data: 23/05/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Slitta l'accordo alla Regione. Mercoledì il vertice di maggioranza, a giugno il consiglio

PESCARA - Sarà che questa volta ci hanno creduto sul serio, magari ieri l'avrà detto per davvero, e sarà pure che lo va ripetendo da qualche mese che si è stufato e che se lo fanno incavolare se ne va, così la minaccia di Ottaviano Del Turco di spedire tutti a casa senza l'accordo sul programma di fine legislatura ha avuto l'effetto di allungare i tempi: non più lunedì ma mercoledì prossimo la riunione di maggioranza, non più martedì 27 ma presumibilmente all'inizio di giugno il consiglio regionale per ufficializzare il rimpasto. Slitta l'accordo nel centrosinistra, tutta colpa delle integrazioni e delle limature al programma e dei mal di pancia: insomma più che i termovalorizzatori e il recupero energetico, quello che spaventa di più il centrosinistra è il taglio delle teste, la rotazione delle deleghe, la paura di rimetterci la poltrona.
Così se ieri il segretario generale Lamberto Quarta ha recepito i suggerimenti di Rifondazione senza però cancellare la frase-tabù sul recupero energetico perchè il termovalorizzatore in ogni caso si farà, i Comunisti italiani allarmati per la fuga di notizie che li riguarda, difendono a spada tratta l'assessore Fernando Fabbiani: «Sarebbe paradossale - scrive il segretario Antonio Macera - se l'assessore che ha ottenuto importanti risultati sul piano della lotta alla disoccupazione e del rilancio della formazione professionale, uscisse dalla giunta perchè l'azione di quest'ultima possa essere rilanciata». Ed è vero, ma adesso Del Turco deve far quadrare altri numeri: innanzitutto quelli dell'equilibrio tra i territori, così con un Donato Di Matteo che entra, c'è un pescarese o due che devono uscire. Non Mazzocca, al quale al massimo verrà offerta la possibilità di cambiare delega ma lui è deciso a non mollare, non Paolini considerato quasi un po' apolide (aquilano o pescarese a seconda dei bisogni) che per questo salverà la poltrona, non resta che Fabbiani. Franco Caramanico, considerato anche lui a rischio qualche tempo fa proprio perchè non è nè carne nè pesce (nè Pd nè la fu Sinistra arcobaleno), è ormai blindatissimo solo perchè rappresenta un territorio come quello teatino molto penalizzato: scontato quindi anche l'ingresso di Antonio Boschetti, proveniente anche lui dalla provincia teatina. E se il teramano Ginoble è uscito da un bel pezzo, Valentina Bianchi lascerà il posto all'esponente di Italia dei valori. Anche se la sua delega alle attività produttive, in alternativa o insieme ai Trasporti, è stata promessa a Di Matteo.
Il pallino di Del Turco è però la Cultura: non gli piace come è stata gestita la delega da Betti Mura e tornerà all'assalto di Rifondazione per tentare un avvicendamento con Daniela Santroni o almeno per realizzare un passaggio di delega. Il giudizio meno morbido da parte dei vertici della Regione riguarda proprio le due donne, e se da una parte la testa della Bianchi è stata chiesta anche dalle maggiori categori sindacali, la gestione della Cultura da parte di Betti Mura è stata sempre contestata vivacemente dallo stesso Del Turco. Nel rimpasto di fine legislatura la delega alla Protezione civile finirà nelle mani del presidente, mentre verrà creata una delega ad hoc, e sarà affidata a uno degli assessori più esperti, per la gestione dei fondi comunitari visto che sui tre miliardi di euro disponibili, Del Turco conta di metterne in circolazione almeno 7-800 negli ultimi due anni.
Resta il problema di avere almeno un'altra donna in giunta: una richiesta esplicita che Del Turco ha presentato a Italia dei Valori, che così avrebbe anche l'occasione per cavarsi d'impaccio con Evangelista e Di Stanislao.


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