Data: 25/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Il sindaco di L'Aquila: niente bus elettrici su via Roma. Presentato il progetto alternativo «Si va con la metro o non si fa nulla»

L'AQUILA. Niente bus elettrici o a gasolio lungo via Roma. O passa la metro, fino all'incrocio con viale Duca degli Abruzzi, oppure non c'è soluzione e il progetto si impantana più di quanto non lo sia adesso. Il sindaco, Massimo Cialente, è deciso su questo tema, confortato dagli studi portati avanti in questi mesi. Due giorni fa c'è stato un incontro tecnico nel quale il Comune ha consegnato alla Soprintendenza ai Bap il nuovo progetto da portare al vaglio del ministero, «ma in tempi brevissimi».
«Il Piano delle mobilità urbana (Pum) è pronto, ma non si può applicare se non si risolve il problema del percorso della metro». Dopo quest'ultimo incontro tra Comune, Soprintendenza ai Bap e un rappresentante della direzione regionale Beni culturali, il sindaco Massimo Cialente ha parole durissime per l'ex amministrazione guidata da Biagio Tempesta, che ha ideato e messo in pratica il progetto. «È stata una "pecionata", niente di scientifico. L'aggettivo più buonista è "dilettantismo". Venerdì è venuto all'Aquila il presidente del consiglio comunale di Latina, dove si sta avviando lo stesso progetto. Gli altri "studiano", vogliono sapere come sta andando, non fanno le cose "a cavolo", come sono state fatte qui», dice Cialente. «Qualche ex amministratore di Tempesta dice che il piano traffico con i parcheggi c'era? Certo, ma più che parcheggi erano centri commerciali, come la multisala sotto il piazzale delle Medaglie d'Oro, al Castello, il centro commerciale a piazza d'Armi: i posti auto non sarebbero bastati neppure per quei servizi», sostiene Cialente. «Se il ministero non decide in tempi brevissimi sul nuovo progetto per via Roma e, soprattutto, se insiste nel far arrivare la metro solo fino alla chiesa di San Paolo, la soluzione diventa difficile: fare la metro fino lì e poi proseguire con i bus elettrici è una follia. Il servizio non sarebbe più appetibile per gli utenti (scenderebbero da 20 mila a 10 mila al giorno), con grossi problemi tecnici e finanziari: bisogna costruire un capolinea, altrimenti i bus dove li mettiamo? Un vettore della metro porta 150 persone, un bus elettrico 20. Bisogna assumere otto autisti, con una spesa di 168 mila euro all'anno. La linea sarebbe ingestibile. Via XX Settembre e viale della Croce Rossa sono percorsi alternativi da scartare, perché sono zone ad alta densità di traffico, con una media di 1.050 auto l'ora. Ma ci sono anche altre questioni importanti: la Corte di giustizia europea, dove pende un ricorso perché quello della metro non è un vero project-financing; la gestione, aspetto mai chiarito, che sarebbe insostenibile; l'acquisto dei vagoni (mai comprati), la risoluzione del contratto con la Cgrt. La metro resta quindi un'incognita. Vorremmo chiudere il centro storico, ma non ci sono parcheggi», conclude Cialente, «e l'unico, a Collemaggio, è vuoto. Eppure, per i dipendenti pubblici l'abbonamento costa 30-40 euro mensili. In centro ci sono 12 mila auto al giorno, per 4.500 stalli».

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