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ROMA. L'unità sindacale sulla riforma del modello contrattuale, faticosamente raggiunta tra Cgil, Cisl e Uil, torna ad incrinarsi. La spaccatura, questa volta, si consuma sul metodo da seguire nella trattativa. Con Epifani da una parte, che condiziona un eventuale accordo con la Confindustria all'accoglimento di tutte le richieste fatte dal sindacato, e Bonanni e Angeletti, dall'altra, che lo accusano di eccessivo irrigidimento. Critico anche il leader degli industriali, Emma Marcegaglia, che al segretario della Cgil risponde: «Non siamo fessi». Epifani ha dichiarato al "Corriere della sera" che un accordo sulla riforma dei contratti sarà possibile solo se «loro rispondono di sì a tutto... La verità - spiega - è che il confronto sarà difficile perché noi vogliamo aumentare le retribuzioni, loro fanno resistenza». Dove «loro», naturalmente, sono gli industriali. Cisl e Uil bacchettano Epifani. «Le piattaforme sono fatte per essere oggetto di trattativa» tra le parti, sottolinea il segretario della Uil Luigi Angeletti. E Bonanni, rincara la dose: «Nessuno si irrigisca sulle proprie posizioni - dice - La trattativa serve per trovare un compromesso». |