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Il ministro annuncia il "piano industriale" entro una settimana Amministrazioni come società quotate ROMA. «Operazione trasparenza». Quanto guadagnano e quanto lavorano i dirigenti di un ministero? La risposta è su internet. Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica, lo aveva annunciato il 15 maggio al Forum della Pubblica amministrazione. Ieri l'annuncio è diventato realtà. Il ministero della Funzione pubblica e le istituzioni a esso collegate, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, al Formez, il centro di formazione e studi, hanno messo su internet stipendi dei dirigenti, numeri di telefono e assenze. «Non abbiamo più pubblici dipendenti di altri Paesi europei - dice il ministro presentando l'iniziativa - ma ho il sospetto che i nostri siano meno efficienti». Poi annuncia che «entro una settimana sarà pronto il piano industriale che riformerà la Pubblica amministrazione. Il pacchetto normativo sarà operativo entro l'anno». Tutto questo perché, spiega ancora il ministro, «il Paese non ne può più di un'amministrazione pubblica opaca e arretrata. Voglio considerare la pubblica amministrazione come una società quotata in cui gli azionisti sono i cittadini, quasi sessanta milioni e passa di italiani chiamati a fare i cani da guardia». Sulle assenze sono stati elaborati dei dati medi per i 256 dipendenti del Dipartimento Funzione pubblica: 53 giorni all'anno a testa (fra ferie, malattie, permessi retribuiti, maternità e congedi parentali). Ma anche le altre strutture hanno dovuto elaborare i loro dati. Viene fuori che al Dipartimento innovazione e tecnologie (56 dipendenti) ci sono stati 48 giorni a testa di assenze nel 2007, che al Cnipa, Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, (163 dipendenti) che ci sono 3,91 giorni di assenza per malattia ogni 100 lavorati e che le assenze possono raggiungere anche i 23 giorni su cento. È proprio al Cnipa che si incontrano gli stipendi (lordi) più alti di tutto il ministero. Fabio Pistella, il presidente dell'organo collegiale che lo dirige, viaggia sui 284mila euro, stessa cifra di Claudio Manganelli e Sergio Zoppi, mentre Floretta Rolleri, altro membro del collegio, prende 244mila euro. Un bello stipendio è anche quello di Carlo Flamment, presidente (contratto fino a marzo 2009), del Formez, Centro di formazione e studi che ha il compito «di accompagnare le amministrazioni regionali e locali nello sviluppo di progetti di innovazione organizzativa e amministrativa»: 223mila euro (sempre lordi). Poco meno lo stipendio di Marco Bonamico, direttore generale con scadenza a dicembre (201mila euro). Il vice-direttore generale ha uno stipendio di 161mila euro ed è assunto a tempo indeterminato. All'Aran, l'Agenzia che cura la stipula dei contratti di lavoro nella pubblica amministrazione, quello dei dirigenti di prima fascia è stato firmato a ottime condizioni: Sergio Gasparrini e Gianfranco Rucco hanno una retribuzione annuale di 176mila euro, Elvira Gentile, che viene da un'altra amministrazione, 179mila, Pasquale Palmiero 180mila e Vada Schiroso 184mila. Tutti questi dirigenti hanno comunque lo stesso stipendio base, 51mila e rotti di stipendio tabellare, 33mila 633 di parte fissa della retribuzione di posizione e 91mila euro di parte variabile della stessa voce. A fare la differenza sono alcuni assegni ad personam. Sia detto per inciso all'Aran (70 dipendenti) si fanno 49 giorni di assenza a testa, in media, di cui, sempre mediamente, solo 18 di ferie. Il record di assenze spetta al servizio Contrattazione 3 (50 giorni a testa per sette persone). |