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L'AQUILA. «Noi dell'Idv abbiamo dimostrato che non teniamo a quel posto perché ci abbiamo rinunciato per 4 anni». Lo ha detto ieri all'Aquila l'ex ministro Antonio Di Pietro, che ha partecipato all'Investigation Day, master universitario che si è tenuto all'Aquila. Il riferimento fatto da Di Pietro è al rimpasto dell'esecutivo regionale. «Oggi ci viene rinnovata la richiesta di partecipare», ha aggiunto, «ma se è per metterci solo la bandierina diciamo no». «Se veramente si può fare qualcosa e ci vengono dati gli strumenti in termini normativi, operativi, finanziari siamo qui a fare il nostro dovere», ha sottolineato Di Pietro, «vorremmo capire, però, perché entrare in Giunta, per fare che cosa, con chi, con quali strumenti finanziari, con quali risorse operative». Il leader dell'Idv è intervenuto anche sulla polemica relativa alla sostituzione del neo senatore Alfonso Mascitelli. Nell'Idv c'è aria di rottura. Il consigliere regionale, Bruno Evangelista è stato estromesso da capogruppo, al suo posto è stato indicato Augusto Di Stanislao. Un cambio improvviso che ha irritato Evangelista che medita l'uscita dal gruppo e, soprattutto, bloccare l'ingresso dei primi non eletti in cosniglio regionale, posto che spetta all'IdV. «In Abruzzo», ha aggiunto, «l'Idv ha conseguito un risultato importante. Vorremmo rispondere con altrettanta schiettezza e portare in Consiglio regionale persone che sono state scelte dagli elettori, come Mascitelli. Oggi Mascitelli è in Parlamento e la legge prevede che il primo dei non eletti possa prendere il suo posto. Si chiama Paolo Palomba. C'è un tentativo un po' trasversale di premere su un altro consigliere regionale affinché non vada il consigliere dell'Idv. Sarebbe un'offesa agli elettori, un tradimento verso gli elettori e noi dell'Idv guarderemmo con molte riserve quelle persone che si dovessero prestare a questo gioco». Di Pietro non ha trascurato temi di rilevanza nazionale, come la sicurezza, la xenofobia e i rifiuti. «C'è bisogno di maggiore sicurezza nel nostro Paese. Aspetteremo», ha detto «che in Parlamento arrivino i disegni di legge e i decreti legge affinché per la parte che riguarda la tutela dei cittadini noi dell'Idv possiamo fare il nostro dovere approvandoli, ma non potremo approvare il reato di immigrazione clandestina in quanto ci sarebbero 650 mila latitanti dalla sera alla mattina con un enorme spreco di energie e di risorse». Dopo i recenti atti di xenofobia, nella capitale, Di Pietro ha osservato che «a forza di esasperare gli animi, prima o poi ci scappa il morto e ancora una volta succederà che ci sarà un rimpallo di responsabilità. Lo diciamo in modo chiaro: la responsabilità è di chi oggi aizza le persone nei confronti dei nostri simili». Infine, ha parlato dell'emergenza rifiuti. «Piaccia o non piaccia i rifiuti a Napoli, in Campania e dovunque si trovino, bisogna smaltirli. Ecco perché dobbiamo appoggiare la scelta del Governo di fare pulizia, nel senso tecnico del termine, al comune di Napoli. Certamente», ha concluso, «tra le tante scelte, la peggiore è proprio quella di cominciare da Chiaiano, visto che altri siti sono già disponibili». |