Data: 28/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Giunta, il presidente tenta l'accordo. Uno spiraglio sul programma ma sugli assessori è caos

PESCARA. Lui, il presidente Del Turco è convinto che oggi avrà il via libera sul documento di fine legislatura. Un mezzo passo avanti nella controversa novella del rimpasto regionale, impigliato tra veti e ripicche. Gli altri, ossia i partiti della maggioranza di centrosinistra, in lite al loro interno, frenano e fanno di tutto per mettere bastoni tra le ruote al presidente. L'appuntamento per la nuova puntata del «sostanzioso rimpasto» è per questa mattina alle 9.30 a Palazzo Silone all'Aquila. Primo guaio: i nomi della giunta. Una notizia che ieri «serpeggiava» era che l'assessore al lavoro, lo schivo Fernando Fabbiani del PdCi sarà estromesso dall'esecutivo per far posto a Donato Di Matteo, capogruppo Pd, dal 2005 in corsa per un assessorato.
Ieri sul nome di Di Matteo si è subito abbattuta una raffica di no, per l'avviso di garanzia che ha ricevuto in qualità di dirigente dell'Aca, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara sulla discarica di Bussi e il presunto inquinamento delle acque potabili.
Gli amici di Di Matteo non si scompongono e ricordano che l'avviso non è un problema dal momento che mezza giunta regionale e il presidente sono indagati dalla stessa Procura per le controversie sui debiti della sanità regionale.
Nell'Italia dei Valori il braccio di ferro sul capogruppo, dopo che i consiglieri Mascitelli e Di Stanislao hanno messo fuori gioco il loro collega Bruno Evangelista, sta sconfinando nel grottesco.
A Evangelista ieri è stato recapitato un documento sottoscritto da Di Stanislao che si firma già come nuovo capogruppo. Evangelista, dopo l'amara constatazione mattutina per essere stato defenestrato senza che nessuno abbia mai sentito il suo parere, nel pomeriggio meditava la denuncia di «usurpazione di titolo», solidale e sarcastico il commento dei suoi sostenitori: «meno male che siamo il partito delle regole».
L'assessore Valentina Bianchi del Pd invece ieri ha «puntato i piedi» contestando la sua uscita di scena dall'esecutivo. Il rimpasto è quindi fermo, tranne che per il cambio di poltrone tra Tommaso Ginoble ex assessore e ora parlamentare e il consigliere Antonio Boschetti, che avrebbe una delega ai trasporti.
Anche sul programma di fine legislatura approntato da Del Turco le cautele sono tante.
I tre consiglieri centristi: Liberato Aceto, Angelo Di Paolo e Antonio Verini, senza grandi entusiasmi saranno presenti oggi all'incontro.
«Noi abbiamo dato al presidente le nostre osservazioni al programma, se saranno accettate saremo in maggioranza, altrimenti usciamo», sintetizza Aceto. Stesso discorso per Rifondazione, «il presidente conosce le nostre indicazioni ad iniziare dalla contrarietà ai temovalorizzatori.
Se il nuovo programma andrà in questa direzione noi lo terremo presente», tagliano corto da Rifondazione.
Nel Partito democratico tutto tace, niente dichiarazioni, tranne un assessore che sconsolato dice: «il Pd? Io non lo vedo ancora, siamo a punto e accapo. Non si vuole imparare la lezione che ci hanno dato i cittadini».
Eppure, ieri chi ha incontrato Del Turco lo descrive come sereno e fiducioso sugli esiti dell'incontro di maggioranza, «in tasca ha già le adesioni dell'IdV e di Rifondazione sul programma di fine legislatura», raccontano, «se la maggioranza torna ad essere compatta lo sapremo presto». «Sui nomi dei neo assessori? Niente di buono, perderemo altro tempo».

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