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PESCARA - Non è stato facile per Ottaviano Del Turco presentarsi da Gianni Letta dopo aver letto quelle due righe sull'Abruzzo. Proprio per niente. E anche se uno non vuole dare peso ai segni premonitori perchè magari non ci crede, perchè la scaramanzia lasciamola da parte, la decisione di Tremonti non sembra portare niente di buono ai contribuenti abruzzesi: il ministro dell'Economia che ieri col decreto Ici e straordinari ha dato lo stop agli aumenti delle tasse di Comuni Province e Regioni bloccando di fatto le addizionali Irap, Irpef, le bollette elettriche e del gas, il tributo di prevenzione ambientale e le tasse automobilistiche, ha fatto un'eccezione per le regioni indebitate per la sanità. Cioè per Lazio e Abruzzo. Due sole eccezioni, che ad essere pessimisti, sembrano fatte su misura. Qui, si legge nel decreto, le Regioni potranno e in qualche caso dovranno aumentare le addizionali Irap e Irpef così come prevede la legge in caso di mancato rispetto del piano di rientro del debito sanitario. «No, in effetti non è un segnale positivo - concorda l'assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca - Ma d'altronde penso che se non ci fosse disponibilità all'ascolto e all'aiuto da parte del governo, non ci sarebbe stato questo schieramento di ministri». E così nonostante tutto è una faccia ottimista ed esuberante quella che ostenta il presidente della Regione al termine dell'incontro romano con Gianni Letta, anche se il sottosegretario non ha ancora dato alcuna garanzia a Del Turco e nessuna decisione almeno ufficialmente è stata presa: tutto rimandato all'incontro di oggi col ministro dell'Economia, i tecnici e il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani. «E' stato un confronto tra persone che, innanzitutto, si rispettano e si stimano per cercare di capire le ragioni di ognuno e trovare soluzioni condivise - ha commentato Del Turco all'uscita da Palazzo Chigi - Abbiamo cominciato a discutere e questo mi sembra un buon inizio. Domani il confronto continuerà sul tavolo tecnico. Credo che riusciremo a trovare una soluzione positiva che potrebbe risultare anche definitiva. L'incontro è servito a precisare le posizioni del Governo e della Regione. Il Governo si è preso un periodo di tempo per un controllo e un esame approfondito». All'incontro erano presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Raffaele Fitto, il sottosegretario al Ministero dell'Economia Giuseppe Vegas e il sottosegretario alla salute, Francesca Martini. E se Tremonti carica le cartucce nei confronti delle regioni con i conti in rosso, il consiglio regionale convocato ieri pomeriggio all'Aquila per discutere del rischio-tasse, è stato spostato a domani. Per poter riferire le decisioni del governo e dell'incontro di questa sera. Ma le incertezze sono tante, e lo stesso Mazzocca non se le nasconde: «Ecco, noi stiamo facendo il nostro dovere, le stesse cifre sull'abbattimento dei ricoveri ospedalieri ci danno ragione e segnalano un abbattimento nel primo trimestre 2008 del 25 per cento dei privati e del 15 del pubblico. Sarebbe una nemesi, una vendetta della storia se adesso dovessimo pagare per aver agito bene». Ma tanto la Regione le tasse non le metterà mai: questo compito lo lascerà al commissario governativo, se proprio la mediazione con Roma dovesse fallire. Un modo per salvarsi la coscienza. Un'ipotesi che però Del Turco non vuole neppure prendere in considerazione. «Sono soddisfatto che il Governo abbia riconosciuto la validità di ciò che stiamo facendo per quanto riguarda il piano di rientro del deficit sanitario, che ammonta al momento a 100 milioni di euro». Cento dice Del Turco, non 232 milioni di euro: il calcolo che fa il ministero è sbagliato, secondo il presidente. «Non vorrei - osserva Del Turco - che l'Abruzzo dovesse pagare per l'indebitamento precedente alla mia gestione, caratterizzato peraltro da un lungo periodo elettorale». E se oggi l'Abruzzo tornerà a battere cassa, a chiedere sconti, tentando di dimostrare che il debito contestato si riferisce al 2006 e non rientra nel piano di rientro del debito sanitario, l'opposizione va all'affondo. Perchè Del Turco avrebbe dovuto presentarsi da Letta insieme a una delegazione del centrodestra, sostiene Mario Amicone dell'Udc: «Così come ha fatto Marrazzo presentandosi col sindaco di Roma Alemanno: in primo luogo perchè l'aumento delle tasse lo vogliamo scongiurare tutti, e poi perchè così avremmo evitato a Del Turco di continuare ad andare a raccontare favole, per scaricare sugli altri anche le proprie responsabilità». Invece no, Del Turco è andato da solo, non si è voluto portare dietro neppure l'assessore alla Sanità: le foto lo ritraggono così, lui seduto da una parte del tavolo, dall'altra Letta e il suo schieramento. Forse si augurava che sarebbe stato un incontro privato: Letta invece non la pensava così. |