Data: 29/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Tir precipitato sul treno, nessun colpevole Morì un camionista: il tribunale assolve per prescrizione i tre imputati Omicidio colposo. I gestori dell'A-25 sott'inchiesta per 7 anni

TOCCO DA CASAURIA. Un morto e cinque feriti. Il tir che vola giù dal viadotto dell'A-25 e precipita sul treno con 110 pendolari a bordo. Dopo sette anni cala il velo sulla vicenda: nessun colpevole. Dichiarato estinto per prescrizione, in sede di udienza preliminare, il reato di omicidio colposo a carico di tre dirigenti della società «Strada dei parchi» che gestiva le autostrade A-24 e A-25.
Francesco Bruni, di 76 anni, di Roma, nella sua qualità di amministratore delegato di «Strada dei Parchi», Giorgio Serra, di 68 anni, di Roma, come capo del settore manutenzione e Luigi Cocco, di 68 anni, di Fara San Martino (Chieti), nella veste di responsabile sicurezza del tratto autostradale interessato dall'incidente, sono usciti indenni dall'accusa di omicidio colposo per la morte dell'autotrasportatore Michele Garofalo, di 28 anni, di Pesaro. La vicenda si è chiusa in sede di udienza preliminare.
Erano le 14,25 di martedì 9 ottobre 2001 quando il giovane, alla guida del Tir della ditta Gasparrini di Pesaro, prima tamponò una macchina e quindi, dopo aver sfondato il guard-rail, volò giù dal viadotto in località Gole di Tremonti, in territorio comunale di Tocco da Casauria. Un salto nel vuoto terminato sulla ferrovia dove, proprio in quel momento, stava passando il treno Sulmona-Pescara. Non solo per miracolo, ma anche per l'abilità del macchinista Domenico Villani, di Sulmona, il convoglio rimase sui binari e fu scongiurato il rischio, per i passeggeri, di finire nel fiume. Insomma, quel giorno fu evitata una strage.
La procura della Repubblica aprì un'inchiesta sull'accaduto, affidata al sostituto procuratore Filippo Guerra. Un'indagine molto complessa, visto che è durata sette anni prima di chiudersi con un nulla di fatto. I tre dirigenti della società concessionaria, indagati per omicidio colposo a causa del cedimento del guard-rail, hanno usufruito della prescrizione minima di cinque anni e il giudice Guido Campli ha ritenuto concedibili le attenuanti generiche agli imputati, tutti incensurati.
I familiari dell'autotrasportatore non si sono costituiti parte civile nel procedimento, avendo ottenuto un risarcimento.

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