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Il dossier in mano al ministro dell'Economia. Pronta la lista di imprenditori italiani ROMA.Il dossier è in mano al ministro dell'Economia Tremonti, che sul futuro di Alitalia lavora in rigoroso silenzio. Mantenuto ancora una volta in piedi il precario equilibrio dei conti grazie ai 300 milioni prestati dal governo, i manager della compagnia sono riusciti a chiudere il bilancio 2007 (con 495 milioni di perdite) evitando la liquidazione, e sono ora in attesa delle mosse del Tesoro. L'azionista deve decidere come riaprire il dossier privatizzazione e il naufragio della trattativa con Air France. Un'indicazione che potrebbe essere accompagnata anche dalla nomina del capoazienda che dovrà gestire questo tentativo di salvataggio in extremis. Il cda di Alitalia è stato ancora una volta chiarissimo, solo un nuovo azionista può salvare la compagnia: non ci sono altre strade, è necessaria «una ricapitalizzazione in tempi brevissimi». E bisogna attendere «le indicazioni di contesto che l'azionista vorrà formulare». Intanto il governo gioca la difficilissima partita di difendere il prestito ponte a Bruxelles. La Commissione potrebbe considerare un aiuto di Stato non consentito i 300 milioni che tengono artificialmente in vita Alitalia: per decidere deve valutare i chiarimenti chiesti al governo italiano. Inizierà oggi, in aula alla Camera, la discussione sul decreto che stanzia il prestito. Il voto dovrebbe essere il 5 giugno. Quello del governo «è un silenzio operoso», ha indicato il ministro dello Sviluppo Scajola: c'è la consapevolezza che la situazione da affrontare «è una emergenza», e che «i tempi dovranno essere brevi». Tremonti, incalzato anche dall'opposizione, riferirà al Parlamento il 18 giugno. Anche la lista degli imprenditori candidati a aderire alla cordata promossa in campagna elettorale da Berlusconi sarebbe stata consegnata, secondo indiscrezioni, al ministro dell'Economia. Del dossier messo a punto dal superconsulente Bruno Ermolli, su mandato del presidente del Consiglio, c'è ancora un velo, anche se continua la girandola di voci sui nomi: Benetton, Colaninno, Riva, Fossati, Aponte, Ligresti, Radici. Tra le banche Intesa, forse anche solo come advisor. Per il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, «non c'è nessuna novità». Mentre Emma Marcegaglia, quanto alla possibile partecipazione del gruppo di famiglia, indica che «non c'è nulla di particolarmente concreto. Siamo stati contattati in passato - dice - ma prima di parlare di qualsiasi interesse o disinteresse bisogna vedere piani industriali concreti». Resta l'interesse del fondatore di AirOne Carlo Toto, mentre si cerca di capire se c'è il partner industriale internazionale che potrebbe essere decisivo. E continua il pressing dei sindacati, con il leader della Uil Luigi Angeletti che insiste: «Non ne possiamo più di parlare a vuoto sull'Alitalia. Il governo è il proprietario dell'Alitalia. Ci spieghi come intende salvarla». |