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L'AQUILA - E il finanziamento non c'è più. Cancellato. Eliminato. Game over. Era il 3 novembre dell'anno scorso quando il senatore dell'Ulivo Luigi Lusi annunciava, soddisfatto, che la commissione Bilancio di Palazzo Madama aveva approvato uno stanziamento di 168 milioni di euro, in tre annualità, dal 2008 al 2010 (56 milioni all'anno), per l'ammodernamento della linea ferroviaria Pescara - Roma, tutto destinato e vincolato alla tratta "pendolarizzata" tra Avezzano e la Capitale. Lusi era il primo firmatario dell'emendamento alla Finanziaria e, in campagna elettorale, rivendicherà l'accantonamento di quei fondi, dando vita anche a una polemica con il senatore di Forza Italia, Filippo Piccone, sfociata in un manifesto: «Sono stato seduto fino a tarda notte per strappare risorse in una Finanziaria che certamente non ha elargito fondi a pioggia». Fatica inutile. Perché è cambiato il Governo e i 168 milioni di euro per l'ammodernamento della tratta ferroviaria sono stati cancellati. I fondi previsti nell'ultima Finanziaria del Governo Prodi sono stati "spazzati" via, con un decreto, che oggi sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dal Governo Berlusconi. Il "sogno" è durato sette mesi scarsi. E ha lasciato il posto all'incubo di una linea ferroviaria obsoleta che già avrebbe incontrato qualche difficoltà nel "restaurarsi" con 168 milioni di euro, ritenuti insufficienti per un ammodernamento completo, ma che ora avverte il peso degli anni nel proprio futuro, segnato, inequivocabilmente, dal decreto tagliafondi. Da oggi ricominceranno le polemiche. I disagi non finiranno più. Il decreto ha spento la luce fioca che i numerosi pendolari vedevano in fondo al tunnel. Il collegamento ferroviario tra l'Abruzzo e Roma resterà lento, obsoleto e, da oggi, senza la speranza di un "ammodernamento". |