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PESCARA - Devono dimostrare che quei tagli li hanno fatti davvero, devono presentare altri documenti carte e cifre. Perchè non ci credono, perchè vogliono toccare con mano, perchè non vogliono correre il rischio di dare per buono un piano virtuale. E' durato due ore e mezzo il confronto tra la Regione Abruzzo e i ministri degli Affari Regionali Raffaele Fitto e i sottosegretari Vegas, Fazio e Martini: è stato Fitto a mettere con le spalle al muro l'Abruzzo soprattutto sui tagli ai posti letto, «chi ci dice che sono tagli effettivi?» ha chiesto l'ex presidente della Puglia, non bastano gli specchietti presentati diligentemente da Bernardo Mazzocca, nè le relazioni delle verifiche trimestrali, lui vuole prove concrete. Ma è una corsa contro il tempo, una corsa a ostacoli che non si sa come potrà finire questa della giunta di centrosinistra per evitare l'inasprimento fiscale. Gli aumenti di Irap e Irpef oltre il massimale scatteranno automaticamente l'8 giugno e il governo dovrà nominare un commissario, che non potrà essere nè il presidente della Regione nè un assessore ma un tecnico esterno. Una strada senza uscita: perchè se da una parte il governo intende sicuramente lanciare un segnale forte alle altre regioni in rosso, niente sconti e massimo rigore, una linea in cui Fitto si è calato in modo esemplare, dall'altra non sembra avere troppa voglia di passare come quello che aumenta le tasse. Anche se durante il vertice di ieri è stato sottolineato più volte che la procedura è stata attivata da Prodi e quindi dal governo precedente. E in effetti adesso stopparla è un problema: occorre un'altra legge, e i tempi sono brevissimi. Il prossimo appuntamento sarà la Conferenza Stato-Regioni fissata per giovedì prossimo, che è già il 5 giugno, quando mancheranno soltanto due giorni alla scadenza ultima. Una via d'uscita, prospettata durante il vertice di ieri, potrebbe essere un rinvio delle scadenze, per dare la possibilità alle regioni di mettersi in regola e di sanare i disavanzi. Alla riunione era presente anche il presidente della Conferenza Vasco Errani e Antonio Marrazzo presidente della regione Lazio, ma paradossalmente quella di Marrazzo è una posizione più morbida grazie all'extragettito fiscale di 200 milioni di euro dello scorso anno che dovrebbe mettere in salvo le tasche dei cittadini dall'aumento delle addisionali. E' un passaggio delicatissimo, anche perchè lo sforamento non c'è stato solo nel 2006 così come sostiene il presidente della Regione Ottaviano Del Turco, ma il disavanzo del 2007 ha superato di 13 milioni di euro (130 contro 117) le previsioni del piano di rientro sanitario. Un aumento dovuto ai ritardi delle rate della cartolarizzazione, sostiene l'assessore alla Sanità, ma con cui bisogna comunque fare i conti. E il sottosegretario Fazio, commentando il piano di rientro presentato da Mazzocca, ha detto che l'Abruzzo sembra «una bella macchina alla quale si è forata una ruota», quasi ad invocare un po' di clemenza da parte del governo. «Continuo a sperare che se avessero voluto commissariarci non avrebbero perso due ore e mezza con noi - commenta Mazzocca alla fine dell'incontro - E' stato aperto un momento di discussione e di confronto, alla fine del quale noi ci siamo detti pronti a fornire tutte le spiegazioni possibili, per evitare il commissariamento». E oggi l'assessore dovrà riferire in Consiglio regionale l'esito del vertice, e non saranno buone notizie. «Siamo passati dall'osservanza della legge e della sua applicazione ad una fase nella quale gli sforzi fatti dalle Regioni e le richieste del governo possono trovare una giusta sintesi, dobbiamo dimostrare rigore», ha commentato Del Turco. «Il governo - ha aggiunto - ha detto che l'Abruzzo non ha al momento le disponibilità finanziarie per far fronte al deficit ma sta dimostrando che può rientrare entro il 2009-2010 nel patto di stabilità. Per questo noi già dalle prossime metteremo a disposizione tutti i dati che riguardano la sanità pubblica e privata con i risultati che sono stati conseguiti. Da questi dati il governo potrà ricavare la certezza che stiamo lavorando bene, evitando così una situazione insopportabile come l'aumento delle tasse e una rottura politica e istituzionale tra Lazio, Abruzzo e il governo». Ma l'ottimismo di ieri mattina alle ventuno di ieri era già sparito. |