|
Cialente: chiameremo i cittadini a decidere se andare avanti o fermare l'opera E c'è chi propone una «tassa di scopo» L'AQUILA. «Un'opera "maledetta" che ora, con il taglio del finanziamento di 12 milioni di euro che avevamo faticosamente ottenuto, rischia di trasformarsi in un macigno che la città sarà condannata a portare sulle sue spalle». Così ha esordito, in una affollata conferenza stampa, il sindaco Massimo Cialente che si è detto anche pronto a promuovere un referendum «in base al quale decidere se continuare o stoppare definitivamente i lavori per la metropolitana». Un taglio, quello operato dal ministro Tremonti su trasporti e infrastrutture (per coprire il "buco" provocato dalla cancellazione dell'Ici sulla prima casa), che si è abbattuto come un fulmine a ciel sereno sulla giunta Cialente. «Uno "scippo" (contenuto in un decreto legge), che vanifica tutti i nostri sforzi per modificare e completare un'opera frutto di una scelta scellerata compiuta dall'amministrazione di centrodestra» ha tuonato Cialente affiancato dall'ex sottosegretario Giovanni Lolli, da tecnici, assessori e consiglieri di maggioranza. «In questi mesi ci siamo rimboccati le maniche per trovare i fondi e una soluzione che rendesse possibile e gestibile la metropolitana, i cui lavori sono fermi da tempo. Con un grande sforzo» ha aggiunto «eravamo riusciti ad ottenere, in finanziaria, un emendamento attraverso il quale far arrivare qui 12 milioni di euro. Quell'emendamento era mirato al completamento della metropolitana di superficie, unica opera in Italia certificata dal coordinamento delle Politiche comunitarie come interrotta per l'apertura di una procedura d'infrazione europea. La sola opera, dunque, che poteva attingere a quel finanziamento. Ora tutto il nostro lavoro, inclusa la riformulazione di un nuovo tracciato disegnato sulla scorta di uno studio eseguito in questi mesi, è stato cancellato da un governo di centrodestra. Così come di centrodestra era la giunta che, in preda a un'incoscienza collettiva, ha partorito questo pastrocchio». Cialente ha parlato per circa un'ora elencando le tante criticità di un'opera iniziata già tra mille contenziosi e che ora, in assenza di un ripensamento da parte del Governo o di altre fonti di finanziamento, finirà per provocare «un danno irreparabile alla città». In tal senso, il primo cittadino ha ricordato che l'allora amministrazione Tempesta «incredibilmente impegnò il Comune, nel caso in cui fosse venuta meno la disponibilità del concessionario, a portare a termine l'intervento. Un atto capestro per il Comune che, senza fondi alternativi si troverà a dover sfondare il tetto di stabilità». Da qui l'urgenza di un incontro (già chiesto) con il ministro Tremonti. Cialente ha anche invitato Lolli a lanciare un appello a tutti i parlamentari abruzzesi affinché si facciano carico di rappresentare a Roma il gravissimo problema che la città si trova a dover affrontare. Qualora non si possano recuperare i fondi tagliati, Cialente ha spiegato che «non solo la politica ma l'intera città sarà chiamata a decidere, magari con un referendum, se andare avanti o se stoppare i lavori con il rischio di aprire un contenzioso con il ministero dei Trasporti che potrebbe richiedere i 12 milioni già erogati». Nel corso della conferenza stampa, c'è stato anche chi, tra i consiglieri di maggioranza, ha suggerito di promuovere subito un incontro con la Regione per poter attingere ai fondi Cipe (854 i milioni di euro disponibili per l'Abruzzo). Il tutto non escludendo, in ultima analisi, il ricorso a una misura impopolare, quale potrebbe essere l'istituzione di una "tassa di scopo". |