Data: 31/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, niente tasse al Lazio. Il Tesoro ha chiesto la revoca. L'Abruzzo resta solo

PESCARA. Questa volta l'Abruzzo è davvero rimasto solo nella partita della sanità e soprattutto in quella della fiscalità legata al deficit sanitario. Perché ieri è arrivata la notizia che non ci sarà aumento delle tasse per i cittadini del Lazio, l'altra regione indicata inadempiente dalla famosa lettera di Romano Prodi dell'8 maggio scorso.
Il Lazio si è sfilato grazie al documento elaborato a conclusione della riunione del tavolo congiunto dei tecnici del Tesoro e della Regione guidata da Piero Marrazzo.
L'incontro tecnico di ieri si è infatti concluso con un verbale inviato al ministro del Tesoro Giulio Tremonti e al governo, in cui si chiede la revoca della procedura per l'aumento di Irap e Irpef, avviata dal precedente presidente del consiglio Prodi, scongiurando così la nomina di un commissario ad acta per l'innalzamento delle aliquote.
La Regione Lazio, si sostiene nel documento, ha dimostrato l'esistenza di un «tesoretto», dovuto a un maggiore gettito delle addizionali Irpef e Irap del 2007, che fonti regionali definiscono «sufficiente e superiore» a coprire l'extradeficit del 2007 di 125,2 milioni.
Si apre ora per la Regione Lazio la partita del 2008 con una serie di incontri previsti per le prossime settimane. E sarà una partita forse più difficile. Perché se è vero che oggi il Lazio ride e l'Abruzzo piange in attesa delle decisioni del Tesoro, è anche vero che domani le parti potrebbero rovesciarsi. Perché per il 2008 l'Abruzzo viaggia su 80 milioni di deficit, così assicura l'assessore Bernardo Mazzocca, mentre il Lazio ha un deficit previsto che supera il miliardo di euro e il commissariamento potrebbe tornare d'attualità.
Oggi l'Abruzzo non ha un tesoretto da presentare per scongiurare l'aumento delle aliquote Irap e Irpef, ma ha presentato una ipotesi di ammortamento del deficit che potrebbe essere preso in considerazione dal governo se il Tesoro riterrà convincenti anche le carte presentate sullo stato di avanzamento del piano sanitario, dalla cui efficacia dipenderà anche parte della copertura del deficit ancora scoperto.
Ma l'altra partita si giocherà giovedì alla conferenza delle Regioni, dove il presidente Vasco Errani cercherà di aprire il discorso sulla rigidità dei piani di rientro, non solo sugli obiettivi ma anche sui saldi. Perché presto nella situazione dell'Abruzzo potrebbero trovarsi altre regioni, oggi considerate virtuose.

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