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LANCIANO- Rush finale nell'inchiesta Sangritana, prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio, che cerca di far luce sui presunti reati di truffa ai danni dello Stato e falso in merito all'acquisto, nel 2002, della decotta società Staf, con relativi servizi e 25 autobus, alcuni vecchi. Ieri il pm Mirvana Di Serio ha riascoltato i commercialisti Massimo Battistella e Danilo Di Florio, periti incaricati dall'ex cda Sangritana di valutare il prezzo d'acquisto della Staf. I periti, assistiti dall'avvocato Camillo La Morgia, sono stati sentiti per 4 ore durante le quali hanno chiarito la loro pozione sulla scorta di una memoria difensiva forte di 800 pagine. Molti i documenti mostrati a loro discolpa per il presunto reato di falsa attestazione sul lavoro svolto. Tanti i documenti inediti, che la Finanza non aveva acquisito, depositati al pm. Ribadito che la valutazione è stata fatta in base ai dati contabili forniti dalla Sangritana. Tant'è che i periti alla fine indicarono un prezzo più basso di quello poi speso dall'ex cda Sangritana e assestatosi sui 2 milioni e 950 mila euro, superiore al valore reale. «Lavoro corretto e leale», hanno rimarcato i periti al pm. La vicenda coinvolge anche l'ex presidente Marino Ferretti, l'ex direttore Antonio Bianco e l'ingegner Luigi Di Diego. |