Data: 01/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Metropolitana a L'Aquila. «Quest'opera è una tragedia» In molti concordano sull'inutilità del progetto

L'AQUILA. L'esito di un referendum sulla metropolitana sarebbe tutt'altro che scontato. Tra i cittadini c'è chi, specie alla luce dei fatti dei giorni scorsi, vorrebbe far deragliare il tutto su un binario morto. Ma non mancano le persone convinte del fatto che andare avanti sia l'unica soluzione possibile.
Tutti sembrano concordare sul fatto che, comunque vadano le cose, questa metropolitana è una tragedia per la città. Avvicinare gente per chiedere un commento può risultare difficile, perché è tanto il nervosismo dei cittadini, che si sentono «offesi e derubati da questa amministrazione e da quella precedente».
«Come per la città di Padova, il progetto si è rivelato di scarsa utilità e pieno di costi», commenta Carlo Diodato. «Per potenziare i collegamenti cittadini sarebbero bastate alcune navette elettriche su gomma, meno costose e molto più utili. Adesso, invece, ci ritroviamo in un bel guaio, senza neanche i fondi necessari per uscirne».
Una situazione poco chiara, sin dall'inizio, per Marco Pulsoni, educatore avezzanese, da anni residente in città. «Vogliono fare un referendum adesso?» incalza «perché non l'hanno fatto all'inizio, quando la metropolitana era in piena fase di progettazione. E invece i cittadini sono stati sempre all'oscuro di tutto; questi sono i risultati». C'è chi bolla il progetto come un «furto a tutti gli effetti nelle tasche dei cittadini, che pagano le tasse». Tra i più giovani, inoltre, non manca chi torna a segnalare il prolema delle rotaie.
«Visto il prezzo della benzina», commenta il giovane Simone Rovato, studente aquilano, «ho deciso di sfruttare il più possibile la biciciletta. È molto pericoloso; forse sarebbe meglio coprire le rotaie, in attesa di tempi migliori». Francesco Ciocca, gioielliere, ritiene invece opportuno far continuare i lavori. «Questa città ha sostenuto degli ingenti costi, sino ad ora, non possiamo gettare tutto al vento. C'è anche la questione tassametro legata al contratto di utilizzo, da tenere in considerazione, non possiamo ignorarlo». Per molti, è importante andare avanti, con o senza i 12 milioni di finanziamenti sulle infrastrutture, anche a costo di trovarsi a pagare delle tasse aggiuntive. Un gettito extra che graverebbe sulle teste di tutti i residenti, compresi, naturalmente, quelli che vivono nelle zone non attraversate dalla metro.
«Io abito al Torrione e lavoro in centro», spiega Massimiliano Morano, gestore di un bar, «la metropolitana difficilmente mi potrà essere utile. Tuttavia», aggiunge, «spero anch'io che i lavori vengano portati a termine. Se si farà il referendum, voterò sì». A proposito del contratto di utilizzo Paolo Paolucci ricorda che «garantire 20mila persone al giorno - un terzo degli abitanti - è cosa utopistica. Si è solo cercato di affrettare i tempi per prendere i fondi della Comunità Europea».
Infine, Carlo Rossi, impiegato nel centro storico chiede di poter vedere gli atti che documentano lo studio di fattibilità dell'opera. «Sul piano tecnico, non esiste, inoltre, una corsia preferenziale se non su via Roma e non si è badato alle ripercussioni sul traffico. Non esistono parcheggi di scambio o strade adatte. Naturalmente», spiega, «gran parte delle colpe ricadono sulla passata amministrazione e anche sui miei concittadini che l'hanno eletta, dopo essersi specchiati nelle finestre del vagone della metropolitana, esposto in corso Vittorio Emanuele; ma anche Cialente e compagni sono certo colpevoli per essere rimasti a guardare i finanziamenti che gli passavano sopra la testa».

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