Data: 01/06/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Il Governo toglie 180 milioni all'Abruzzo» Ferrovia Pescara-Roma e metropolitana dell'Aquila, l'attacco dei parlamentari Pd

L'AQUILA - Uno scippo di 180 milioni. I parlamentari abruzzesi del centrosinistra non fanno sconti al Governo, che accusano di aver lasciato l'Abruzzo in braghe di tela e senza soldi, almeno quelli che erano stati stanziati per i miglioramenti della tratta ferroviaria Pescara-Roma (168 milioni di euro) e per la metropolitana dell'Aquila (12 milioni). I fondi, hanno detto Lolli, Legnini, Ginoble e Vittoria D'Incecco, confortati dalla presenza dello stesso segretario del Pd Luciano D'Alfonso, sono spariti d'un colpo solo per finire nel calderone (un miliardo e 700 milioni di euro) che servirà al Governo in carica per ridurre l'Ici sulla prima casa. «Ma il decreto Tremonti -ha detto Legnini- rimette in discussione anche il credito d'imposta per gli investimenti, che non è più automatico per le zone agevolate (quelle dell'873c; ndr), ma che verrà concesso soltanto a richiesta e se ve ne saranno gli estremi».
Ed è stato sempre Legnini a spiegare quale potrebbe essere il danno reale per l'Abruzzo, anche se per attivare i 180 milioni di finanziamento le procedure non sarebbero state brevi, in particolare per la metropolitana dell'Aquila. «Fatti i calcoli, del resto molto semplici -ha detto il parlamentare del Pd- si scopre che gli abruzzesi, a fronte di un beneficio di 40 milioni di euro per Ici non pagata, si vedranno togliere 180 milioni, ci rimetteranno cioè 140 milioni. Saranno loro a finanziare il mancato versamento dell'Ici di molti altri italiani». Ma Legnini ha voluto toccare anche un altro tasto tutt'altro che secondario. L'Abruzzo, ha spiegato, ha partite aperte col Governo per altri 500 milioni di euro: «Su tali risorse daremo battaglia, non credano di toglierci anche questi soldi che ci spettano di diritto».
E' stato Giovanni Lolli, già sottosegretario allo Sport, a toccare un tasto dolente per i parlamentari abruzzesi del centrodestra. «Col centrosinistra al governo -ha detto- l'Abruzzo era ben rappresentato. Era abruzzese la seconda carica dello Stato, Franco Marini, e io stesso ero sottosegretario. Oggi, per la prima volta nella storia di questa regione, l'Abruzzo non ha rappresentanti al Governo e i risultati si vedono. Continueremo, tuttavia, a far valere le ragioni del nostro territorio. E per questo facciamo appello anche agli eletti del centrodestra, vedremo se voteranno l'emendamento che vogliamo presentare per ripristinare i finanziamenti soppressi».
Molto duro è stato D'Alfonso, che è intervenuto con un giudizio tranciante. Il segretario regionale del Pd ha detto che «l'Abruzzo si trova senza rappresentanza politica adeguata per la prima volta dal 1863. Una cosa inaudita. E tutto ciò è avvenuto perché sono mancate le idee, perché una classe dirigente non ha saputo farsi ascoltare da chi aveva il dovere di farlo».



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