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A ritrovarsi sui giornali come ex assessore "raccomandato" assunto dal sindaco (come esperto di politiche comunitarie), beh, Massimo Luciani proprio non ci teneva. Tantopiù nel giorno del suo congresso sui temi dell'Adriatico che ha portato a Pescara studiosi da mezzo mondo. L'imbarazzo è stato tale che ieri Luciani, persona di stile e perbene, con una lettera ha ringraziato e declinato l'invito ad entrare nello staff del sindaco. «Caro Luciano, ti ringrazio per la stima e la fiducia che mi accordi... Ma il polverone che è stato alzato su questa questione mi induce a rinunciare alla proposta...». A tirargli lo sgambetto era stato Marcello Antonelli (Pdl) che venerdì in consiglio comunale ha rivelato quel che D'Alfonso avrebbe dovuto annunciare prima, cioè l'assunzione di Luciani: perché non è vero che la notizia è pubblica se è su carte pubbliche, le carte vanno tirate fuori e con trasparenza, possibilmente prima che lo faccia l'opposizione sennò poi è vietato lamentarsi. Anche se è tutto regolare. Anche se gli altri fanno lo stesso aiutando i "disoccupati" con incarichi di partito, come ammette nel Pdl Alfredo Castiglione che però nel mirino ha sempre e solo Lorenzo Sospiri. Quel che nel caso di Luciani ha indignato, trasformando un atto comunque sia legittimo in una specie di "furberia", è stata la mancanza di trasparenza, specie in tempi in cui in libreria va a ruba "La Casta" che denuncia privilegi e sfrontatezze dei politici mentre la gente non arriva a fine mese. Null'altro che questo, perché non v'è dubbio delle ottime capacità di Massimo Luciani: bastava dire «lo assumiamo» per smorzare imbarazzi e disinnescare l'opposizione. «Un atto dovuto» ha detto infine Luigi Albore Mascia, capogruppo del Pdl «dinanzi alla dimensione macroscopica dell'inopportunità del provvedimento». Se all'esperienza di Luciani non si può rinunciare basta rifuggire dalle logiche spartitorie della politica e rinominarlo assessore. Magari con una parrucca bionda per metterlo al posto di chi abbina alla giunta il doppio e prestigioso incarico di onorevole. P.V. |