Data: 02/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La mancanza di idee ci riporta nel Sud di Luciano D'Alfonso (*)

Caro direttore, mi convince il giudizio che hai condiviso con i lettori su un Abruzzo in bilico e sempre più simile al meridione in crisi. Del resto, per la nostra regione è particolarmente vero quello che diceva qualche giorno fa Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere. Siamo rimasti senza una voce. Non c'è più nemmeno un abruzzese al governo del paese. Non è una questione di poltrone. Ma di rappresentanza e di politica per lo sviluppo di questi territori. La prima volta che ci succede. Persino con la repubblica partenopea ci fu un ministro abruzzese, il grande Melchiorre Delfico. E con l'unità d'Italia, dal 1861 ad oggi, c'è stato sempre un abruzzese a capo di un dicastero nel governo italiano. Basta fare i nomi di Francesco De Blasiis, di Giuseppe Devincenzi e di Silvio Spaventa per l'Italia postunitaria, di Giacomo Acerbo per il ventennio, e quindi di Giuseppe Spataro, Remo Gaspari e Franco Marini per l'età repubblicana. Oggi nulla. Eppure gli abruzzesi non sono diminuiti, né hanno smesso di andare a votare. Ci sono andati e hanno concorso a una scelta che ha portato a un cambio di governo, un fatto normale, direi ovvio in una democrazia liberale. Ma a questa regione è venuta meno la rappresentanza nei luoghi dove si assumono le decisioni. Cosa è successo?
Ugo La Malfa diceva che per avere ruolo in politica occorrono i voti, la rappresentanza territoriale e le idee. In Abruzzo i voti ci sono stati e la rappresentanza territoriale in qualche modo è stata espressa. Evidentemente quello che manca oggi sono le idee. La mancanza di idee da parte di una classe dirigente abruzzese esclusa dal governo di centrodestra ci ha già colpito duramente con l'azzeramento dei fondi destinati al potenziamento del nostro sistema ferroviario. Che, invece, è una priorità indispensabile per sviluppare le funzioni relazionali ed economiche che possiamo svolgere nell'Italia centrale collegando Roma ai Balcani. Ma il vuoto delle idee produce anche il vuoto delle risorse.
Galli Della Loggia ha osservato che per ricostituire una presenza di governo a Napoli ci si è dovuti raccomandare al sicilianissimo Raffaele Lombardo, riesumando niente meno che Vincenzo Scotti. Speriamo che non debba succedere anche a noi, anche perché non é detto che le idee di Lombardo vadano bene per lo sviluppo dell'Abruzzo.

(*) sindaco di Pescara e segretario regionale del Pd

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