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Tagli alla sanità, rinnovi dei contratti congelati, assunzioni bloccate, pensionamenti rinviati e gli sgravi del cuneo fiscale che rischiano nuove sperequazioni in busta paga. I sindacati cominciano a avere i nervi scoperti prima ancora della presentazione della manovra sui conti. Le indiscrezioni non promettono niente di buono. Anche oggi il viceministro all´economia Roberto Pinza ha parlato della necessità di un «dimagrimento nel pubblico impiego» e di tagli alla sanità. Domenica il sottosegretario all´economia Mario è tornato a parlare di interventi sulle pensioni in una intervista sul Sole24ore, anche se solo per graduare il cosiddetto "scalone". I sindacati si mettono sul "chi-vive" perchè temono una riduzione del coefficiente di calcolo per l´età e i contributi. Ma a agitarli è soprattutto il ventilato blocco dei contratti dei dipendenti pubblici.
Sulla questione è oggi anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani a mettere uno stop, dopo che già il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha definito l´ipotesi «una follia». Per Bonanni sarebbe casomai da affrontare nel pubblico impiego, la sistemazione «di quei 300mila precari il cui futuro è nebuloso». Intervistato lunedì da Radio 24 il leader della Cisl dice che nel pubblico impiego c'è un'irritazione molto forte perché i lavoratori hanno già subito storie di slittamenti ingiustificati dei loro contratti. E poi «non c'è giorno in cui non si annuncino tagli nel pubblico impiego. Noi non ci stiamo - avverte - prima si arriva a una discussione e meglio è».
Ma anche per la più paziente Cgil, i tagli devono essere selettivi, «non si possono bloccare i contratti pubblici e, sulla previdenza non si può far cassa come abbiamo sempre detto con qualsiasi governo». È la posizione del segretario nazionale Guglielmo Epifani. «È ragionevole e giusto che il governo voglia sistemare i conti pubblici -ha spiegato Epifani- conti che sono sfasciati perché il governo passato lascia una eredità pesante, però non si può intervenire prevalentemente con i tagli» e soprattutto ha spiegato il leader sindacale, questi tagli non devono incidere su lavoratori e pensionati. «Bisogna intervenire per lo sviluppo con una doverosa politica delle entrate che faccia pagare di più le rendite delle grandi ricchezze». Epifani ha ricordato l'impegno di un incontro tra governo e sindacati nei prossimi giorni in cui si discuterà anche del Documento di programmazione economica e della legge finanziaria. «La situazione, lo sappiamo, è pesante, il sindacato non si è mai tirato indietro però bisogna anche comprendere che quella parte del paese che in questi anni è andata indietro, non può essere chiamata a pagare. Bisogna che paghi la parte del Paese che in questi anni si è arricchita».
Il leader della Uil Luigi Angeletti è il più barricadero. Già la settimana scorsa a La Stampa aveva ipotizzato uno sciopero contro il governo di centrosinistra in caso la manovra sul cuneo fiscale non accompagnasse quella sul riassesto dei conti. «Lo sciopero? Mica è stato abolito», era stata la sua notazione. E anche Bonanni avverte che tendenzialmente la Cisl si tiene con «le mani libere» di fronte agli annunci del governo. Anche perché, a suo giudizio, l´avvio della concertazione a Plazzo Chigi è stato molto deludente. E anche all´interno della maggioranza ci sono dei malumori. Rifondazione vorrebbe «spalmare in due anni e mezzo e in tre stadi», manovrina e Finanziarie 2007 e 2008, le misure per rientrare dal deficit, ma a partire con l'indicazione immediata nella manovrina di una prevalenza del lato delle entrate (con la lotta all'evasione fiscale) rispetto a quello dei tagli. «L'obiezione che ci viene fatta - spiega il ministro Ferrero - è che in Finanziaria non sono quantificabili i proventi della lotta all'evasione fiscale. Per questo chiediamo che si cominci subito a indicarne la necessità, perché prima si comincia e più la lotta sarà efficace». Sul fronte delle entrate Rifondazione propone poi misure di riequilibrio della tassazione a carico delle grandi rendite finanziarie e immobiliari, la non entrata in vigore del secondo modulo della riforma fiscale di Tremonti e una reintroduzione della tassa di successione per i grandi patrimoni.
Da parte della Confindustria anche lunedì Luca Cordero di Montezemolo ricorda che la manovra è ineluttabile. E il governo avverte che si tratterà di una manovra «consistente», anche se cifre ufficiali ancora non se ne fanno. «Nei limiti del possibile -precisato alla radio il viceministro Roberto Pinza- ci saranno interventi per rilanciare l'economia». E assicura che il confronto con i sindacati si farà «più stringente». Quanto all'andamento della spesa sanitaria Pinza infine ha sottolineato che sono in atto colloqui su questo tema con le Regioni. In particolare giovedì è prevista una conferenza unificata «per vedere cosa si può fare». |