Data: 03/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Le Ferrovie «lasciano» la stazione. Vasto-San Salvo nel piano-tagli. Chiude anche la biglietteria

Previsto il ridimensionamento anche per lo scalo di Termoli. I sindaci si mobilitano E nell'orario estivo nessuna nuova fermata

VASTO. Alla stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo non resterà altro che un erogatore automatico di biglietti. Nessuno sportello, nessun servizio ai pendolari. Le Ferrovie hanno deciso di smobilitare quel poco di personale che è rimasto, perché, sostengono, la stazione ha un traffico ridotto e non è economicamente conveniente investirci il personale. Una notizia che si temeva e che malgrado gli sforzi dei sindaci, è stata confermata dai tagli annunciati dall'azienda ferroviaria. La stessa cosa sarà per Termoli.
Un destino già riservato alla stazione Porto di Vasto, se poi si aggiunge il fatto che nell'orario estivo non è stata inserita alcuna fermata aggiuntiva a Vasto per gli Eurostar, ecco che il quadro della situazione sui trasporti ferroviari appare desolante. Un ridimensionamento contro il quale il sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese invita il collega di Vasto, Luciano Lapenna a mobilitarsi.
L'eliminazione del personale e l'automatizzazione del servizio biglietteria si inserisce in un quadro più complessivo di automazione dei servizi e delle infrastrutture periferiche, nell'ottica di una riduzione dei costi di gestione.
Così pure la riduzione dei convogli. La scure colpisce tutte le stazioni ritenute "minori" e che a causa dell'esiguo numero di passeggeri- da 180 a 200 a convoglio - non riescono a coprire i costi.
Ed è proprio questo il punto contestato dagli amministratori del Vastese. «Nella stazione di Vasto c'è la più alta concentrazione di turisti di tutto l'Abruzzo», ricorda Gabriele Marchese.
Stando ai dati in possesso degli amministratori locali lo scorso anno il numero di passeggeri è aumentato del 10% rispetto all'anno precedente e gli introiti per Trenitalia avrebbero raggiunto i 2 milioni di euro. «I provvedimenti disposti dalle Ferrovie dello Stato per colmare un deficit di bilancio passato da 1,2 milioni del 2006 a 1,7 milioni di euro sono legittimi ma non è possibile tagliare insieme ai rami secchi anche i germogli», afferma al telefono il deputato Tommaso Ginoble, ex assessore regionale ai Trasporti. Il consigliere regionale Antonio Boschetti (Pd), che è di San Salvo, anche lui fornito di numeri alla mano, ha chiesto di incontrare i dirigenti delle Ferrovie per proporre un programma di rivalutazione dello scalo ferroviario: «Vasto si vede negare anche un Eurostar in più in estate: è un fatto deprecabile che penalizza anche le grandi industrie». L'idea è di tornare a chiedere almeno un treno durante la notte. L'ultimo treno ferma ogni sera alla stazione Vasto-San Salvo alle 22. Poi, più nulla fino alle 7. A meno che non si voglia raggiungere Termoli, dove almeno dal punto di vista delle fermate estive, gli Eurostar passeranno di più.

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