Data: 03/06/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Casa-ufficio, l'odissea dei nomadi metropolitani. L'uso del mezzo privato cresce del 4% l'anno. E' l'auto la condanna del popolo dei pendolari che viaggia all'interno dell'area urbana pescarese

Dalle carrozze d'inizio secolo al "trenino", che da Penne raggiungeva Pescara passando per Montesilvano e per tutta l'area vestina. Fino ai primi autobus e al trionfo dell'automobile. E' una storia lunga un ottantennio, quella della mobilità nella provincia di Pescara. Che si intreccia con quella dei pendolari, fatta sempre più di stress da traffico e levatacce mattutine. Occhio all'orologio, un caffè al volo e via ad affrontare un'altra giornata di passione. Comincia così ogni mattina, per più di 140mila pendolari, l'odissea di arrivare in tempo a scuola, in negozio o in ufficio. Secondo i dati dell'ultimo censimento Istat, nel 2001 erano 135.469 i pendolari nella nostra provincia: 83.873 lavoratori e 51.596 studenti. Un esercito che però cresce di anno in anno. Solo tra coloro che con la macchina vanno a lavoro a Pescara si registra, infatti, un aumento del 4 per cento annuo: dai dati contenuti nel Piano traffico, nel 2004 erano 114mila gli arrivi giornalieri nel cuore del'area metropolitana, di cui il 75% pendolare, con un +20% rispetto al 1999. Sono gli uomini a spostarsi di più per lavoro, mentre tra gli studenti sale la quota rosa. La maggior parte degli spostamenti è però di piccolo raggio: quasi il 90% dei pendolari si sposta all'interno della provincia, mentre precipita la percentuale di chi la mattina esce di casa per trasferte regionali ed extraregionali. E Pescara, sede di scuole, banche, uffici e negozi tiene stretto, per ora, lo scettro di capitale del pendolarismo provinciale. Aumentano i pendolari, tra i giovani iscritti all'università. Ma è in crescita anche un pendolarismo di ritorno, tra i lavoratori: è salita infatti la quota di chi da Pescara ha scelto di andare a vivere in periferia, pur continuando a lavorare in centro (tra il 2000 e il 2005 lo stock residenziale nei comuni periferici della provincia è aumentato del 10,1%).
Tra i motivi del trasferimento, anzitutto l'aumento del costo delle abitazioni in centro (+25% tra il 2003 e il 2005). «Abitavo a Pescara ma, visti i costi delle case, sei anni fa mi sono trasferita a Città Sant'Angelo dove lavoro», racconta Emanuela dall'erboristeria "L'isola verde" presso l'Iper. «Io non sono più pendolare, ma mio marito lo è diventato verso Pescara, dove continua a lavorare e dove i miei bambini vanno a scuola». Ma nell'area metropolitana Pescara-Chieti i pendolari hanno iniziato a spostarsi verso nuovi lidi. San Giovanni Teatino e Città Sant'Angelo in testa. «Nell'area vasta - spiega Roberto Mascarucci, docente di urbanistica alla facoltà di architettura di Pescara e coordinatore del Pumav (Piano urbano mobilità area vasta) - oltre ai due capoluoghi, è cresciuta l'attrattiva di altri comuni dove sono nate, anche con i centri commerciali, nuove opportunità lavorative». Secondo i dati del Pumav, tra i comuni dell'area metropolitana attraggono più pendolari di quelli che generano, oltre a Pescara (25.659 in arrivo, 9.903 in uscita) e Chieti (15.432 in entrata, 4.357 in uscita), San Giovanni Teatino (4.175 contro 2.249), Città Sant'Angelo (2.467 contro 2.427) e Spoltore.
E' l'automobile la regina del pendolarismo nell'area metropolitana (84% degli spostamenti), mentre il 14% dei pendolari si sposta in autobus e il 2% in treno. Traffico, intasamenti e ritardi sono però i prezzi da pagare per la comodità di spostarsi quando e dove si vuole. «Con la nuova mobilità occorre creare un sistema più funzionale, incentivando il trasporto pubblico tra i centri dell'area metropolitana - spiega Roberto Mascarucci -. Oltre a potenziare il servizio ferroviario, c'è bisogno di più coincidenze con bus e navette e pensare dunque a una rete di scambi intermodale. Inoltre occorrono servizi personalizzati, come il bus a chiamata o il taxi collettivo». Sono soprattutto gli studenti degli istituti superiori ad affollare, invece, gli autobus urbani ed extraurbani diretti a Pescara (secondo i dati del Piano Strategico della viabilità sono più di 3 milioni, ogni anno, gli abbonamenti solo sulle tratte Penne-Pescara e Chieti-Pescara, quasi 10milioni quelli del trasporto urbano). Al treno ricorre, invece, una grossa fetta di pendolari diretti a Pescara da fuori provincia: secondo i dati Trenitalia sono 7.800 i viaggiatori che ogni giorno arrivano o partono da Pescara sui treni regionali, il 45% concentrati sulla tratta del teramano, il 35% da ovest, il 20% da sud. Una tendenza confermata grossomodo dai dati della Sangritana (40% sulla Lanciano-Pescara, 37% sulla Pescara-Teramo, 23% sulla Pescara-Termoli). Meno diffuso il treno per spostarsi all'interno del territorio provinciale, anche se nella città adriatica grazie alle nuove fermate di San Marco e Tribunale sta prendendo piede un servizio metropolitano. Del resto, già nel 2001 su 90 spostamenti intracomunali in treno, 83 erano concentrati a Pescara.






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