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PESCARA - Si era dannato l'anima, perchè quel posto lo voleva per davvero. Desiderio, ambizione, vanità, sfida: poi l'inciampo, quel maledetto avviso di garanzia. Ma oggi Donato Di Matteo capogruppo del Pd entrerà in giunta regionale, ce l'ha fatta. Non più o perlomeno non soltanto dottor Di Matteo ma assessore, finalmente. Il suo nome sarà ufficializzato oggi pomeriggio da Ottaviano Del Turco insieme alle altre due new entry, Antonio Boschetti del Pd e Annita Zinni di Italia dei Valori. O forse no, forse la casella dei dipietristi verrà lasciata in sospeso per altre 24 ore, il tempo per far decantare gli ultimi mal di pancia e le ultime risse. Una mail di Carlo Costantini delle 14.58 di ieri, a 24 ore esatte dal consiglio regionale, mette un punto e a capo: evidentemente l'Idv ha promesso pathos e suspence fino all'ultimo ai suoi elettori. La liturgia prevede che venga consegnata una rosa di nomi e che poi Del Turco faccia la sua scelta, ma c'è già una crocetta sul nome dell'esponente sulmonese. Escono Valentina Bianchi in quota Pd e Franco Caramanico che sconta l'incertezza politica, a loro andrà il saluto e il ringraziamento di Del Turco, così recita il copione. Ma i due lasceranno pochi rimpianti. Di Matteo entra ma le condizioni sono severissime. Ha messo per iscritto che se dovesse essere rinviato a giudizio per l'avvelenamento dei pozzi di Bussi si dimetterà, senza aspettare che qualcuno glielo chieda. Ma l'accordo più duro riguarda la riforma di Aca e Ato, a cui il medico di Roccamorice si era sempre opposto con forza: vialibera adesso, anche da parte del segretario Pd Luciano D'Alfonso. Ci sarà un solo manager a guidare i due enti e perdipiù pescato tra gli oppositori al partito dell'acqua, tra quelli che si sono battuti all'ultimo sangue, e non ci sarà più Di Matteo a mettersi di traverso. I nomi che spuntano sono quelli di Carlo Costantini dell'Idv e di Nazario Pagano di Forza Italia: in quest'ultimo caso un riconoscimento generico all'opposizione in cambio di una linea più soft sulla sanità e sulle tasse, e personale al capogruppo azzurro che in passato militò nelle file socialiste insieme a Del Turco. Di deleghe si parlerà nella prima giunta utile. Ma ci sono già dei punti fermi: Di Matteo gestirà i Trasporti senza la Protezione civile, alla Zinni andrà la Formazione professionale e la Scuola, a Boschetti le Attività produttive. Ma la tanto decantata rotazione delle deleghe alla fine diventerà una semplice disaggregazione, così la chiama l'autore del manuale Quartelli: è stato Lamberto Quarta a mettere in piedi il difficile equilibrio tra gli assessori per assicurare a tutti i partiti e a tutte le province una giusta rappresentanza. Così Betti Mura di Rifondazione comunista alla fine ha dovuto cedere al pressing di Del Turco, scontento della sua gestione: lascerà la Cultura nelle mani del presidente, e si occuperà di Politiche sociali e di integrazione socio-sanitaria. Ma potrebbe ottenere in corner anche il Lavoro. La delega nuova di zecca alla gestione dei fondi comunitari, si parla di tre milioni di euro, è in ballo tra Verticelli e Boschetti. Ma proprio l'assessore all'Agricoltura diventerà il super assessore della giunta Del Turco: è uno di quelli destinato ad aumentare la concentrazione di deleghe. E il suo potere. |