Data: 04/06/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Regione Abruzzo. Rimpasto? No, contentino. A termine

PESCARA - Rilancio una parola grossa, un'esagerazione. Niente rilancio nè rimpasto ma solo un contentino perdipiù bipartisan: per Antonio Boschetti fedelissimo degli ormai ex Mazzoble boys, quelli che hanno tentato il ribaltone nel Pd e non hanno esitato a rinnegare Franco Marini, e per Donato Di Matteo uomo forte del Pd e legatissimo a Luciano D'Alfonso. Con ingresso in giunta e ritorno in maggioranza dei dipietristi, che però la stanno menando per le lunghe. I tre nuovi ingredienti contemplano lo shakeraggio delle deleghe, ma l'effetto è un cocktail di terz'ordine. E anche se il programma è un bel programma nonostante il compromesso sui rifiuti, e i tre milioni di fondi comunitari un ottimo riappacificatore per Confindustria, sullo sfondo aleggia lo spettro dell'aumento delle tasse. Così l'operazione rilancio ideata da Del Turco ha l'aspetto di un malato terminale: il presidente l'ha detto chiaro e tondo, «se il governo aumenterà Irap e Irpef io mi dimetto e si torna a votare», e questa volta c'è da credergli, assicurano gli alleati che le minacce delturchiane le sentono una volta al mese. Un rilancio a termine, che potrebbe durare appena qualche giorno perchè l'8 giugno dovrebbe scattare la stangata fiscale.
Ma ieri Del Turco ha dovuto subire il pressing di Rifondazione, anzi di Maurizio Acerbo: no a Di Matteo diceva l'ex parlamentare lunedì sera, non si può stare in giunta con chi è rinviato a giudizio. Ma siccome il capogruppo Pd non è ancora rinviato a giudizio e non si sa se lo sarà, ieri Acerbo ha corretto il tiro, «anche se non è stato ancora rinviato a giudizio, le sue responsabilità sono evidenti». Sentenza anticipata in giudicato, che costringe Del Turco ad assicurare che se ci fossero ulteriori sviluppi giudiziari per la vicenda di Bussi, la Regione si vedrebbe costretta a costituirsi parte civile. E tutto per rabbonire Rifondazione, ma chissà che succederà quando Acerbo dovesse porre il problema degli avvisi di garanzia per la Deutsche Bank a tutta la giunta regionale, insomma un bel casino. Domani intanto Del Turco parteciperà alla Conferenza Stato-Regioni per il problema della sanità e poi insieme agli altri governatori incontrerà Berlusconi. Tenterà due cartucce: la richiesta di un presito trentennale o l'allungamento del piano di rientro.
E intanto Nazario Pagano capogruppo di Fi fa sapere che non accetterebbe mai un incarico da manager per Aca e Ato: «Non accetterei mai un incarico di questo tipo che, a mio avviso, nell'interesse della collettività, deve essere destinato esclusivamente ad esperti. Tra l'altro, un'operazione così congegnata determinerebbe la morte politica di chi stando all'opposizione la avallasse, dato che la maggioranza è in piena crisi e si tiene solo in virtù d'un viscerale attaccamento alla poltrona».

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