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LA PROPOSTA «Basta divisioni perderemo tutti» PESCARA. «Mi sembra che in questo momento alla Regione Abruzzo non ci sia piena consapevolezza della gravità che vive la nostra Regione». Ad affermarlo è il capogruppo della Sinistra democratica Gianni Melilla presidente della Commisione regionale sullo Statuto. «Siamo sull'orlo del cratere per il deficit finanziario, che ci deriva da anni di malgoverno della sanità», sottolinea Melilla, «al di là delle responsabilità che non interessano più di tanto, il problema è come superare il pericolo di un ulteriore inasprimento della pressione fiscale a carico delle imprese e dei cittadini abruzzesi. Eppure la maggioranza e la minoranza del Consiglio regionale non hanno trovato una intesa per presentarsi uniti al Governo Berlusconi. E' evidente la prevalenza di posizioni strumentali che poco hanno a che fare con gli interessi generali della Regione». Per il segretario della Sinistra democratica la situazione economica ed occupazionale imporrebbero molta più attenzione da parte della classe politica regionale. «Tra l'altro la situazione economica presenta luci e ma anche ombre», prosegue, «penso alla crisi di alcune aziende storiche della regione come, ad esempio, la cartiera Burgo di Chieti sull'orlo della chiusura, ed altre decine di aziende industriali, penso ai circa 80 mila precari di questa regione che vivono una situazione di perenne incertezza. Penso ad un settore vitale dell'economia come la pesca, con le marinerie in agitazione perchè non riescono a fronteggiare il caro gasolio. Dinanzi a questa situazione il rimpasto della giunta regionale mi è sembrato assolutamente al di sotto delle aspettative, di una scossa nell'azione di Governo regionale. C'è bisogno di accelerare e di innestrare una marcia superiore mettendo da parte ambizioni personali che poco hanno a che fare con il buon governo della Regione». Melilla però si dichiara fiducioso, o almeno, confida che alla Regione ci sia un cambia di rotta. «Sono ottimista per natura e quindi voglio ragionare in positivo», conclude, «mi auguro che la maggioranza ritrovi una piena compattezza perchè è inaccettabile che consiglieri che hanno incarichi di maggioranza, non partecipino alle riunioni delle commisioni e del Consiglio o, che, addirittura fanno mancare il numero legale, volutamente. Non dimentichiamoci la fine che ha fatto il governo Prodi per le sue divisioni e la sua incapacità di assicurare il buon governo del Paese». |