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PESCARA - Non se lo possono permettere. Evangelista passi, ma pure Di Stanislao sarebbe la fine: e così Antonio Di Pietro si è fatto i conti in tasca, il gruppo dell'Idv alla Regione rischia di restare con un solo consigliere perlopiù esordiente, quel Palomba neoeletto con le urla e gli strepiti di Evangelista: la rottura con Evangelista è definitiva e Di Stanislao minaccia fuoco fiamme e fuga. Meglio sacrificare l'Annita. Così ieri sera le quotazioni di Augusto Di Stanislao erano alle stelle, sarà lui molto probabilmente l'assessore dei dipietristi, d'altronde aveva battuto i pugni sul tavolo minacciando di imboccare la stessa porta di Evangelista e arrivederci e grazie. No, non se lo possono proprio permettere di perdere un altro pezzo: e ieri sera a Roma il segretario Alfonso Mascitelli ad Antonio Di Pietro ha detto proprio questo, Evangelista se n'è andato all'opposizione e Di Stanislao farà lo stesso se non diventerà assessore. E così è naufragata per sempre la candidatura di Anita Zinni, l'insegnante originaria di Montenero di Bisaccia. Oggi la comunicazione ufficiale sarà consegnata a Del Turco. All'ex Udeur toccherà la delega alla Formazione professionale immaginata per l'insegnante sulmonese legatissima a Di Pietro. Ma l'operazione sarà comunque presentata dall'Idv come un'operazione morale, e infatti la Regione risparmierà uno stipendio per l'assessore esterno. E ieri sera il quadro delle deleghe è stato definito fin nei particolari: prima un incontro con i Comunisti italiani che hanno tentato fino all'ultimo di difendere la delega al Lavoro per Fernando Fabbiani senza successo, poi un vertice operativo tra Del Turco e Lamberto Quarta per gli ultimi dettagli. Fabbiani ha cercato di barattare l'Ambiente che gli avevano affibbiato giorni fa col Lavoro, perchè con i termovalorizzatori all'orizzonte per i Comunisti italiani è un bell'imbarazzo. Ma alla fine è rimasto con l'Urbanistica. L'Ambiente toccherà a Marco Verticelli del Pd che ha più pelo sullo stomaco e che continuerà a gestire anche l'Agricoltura. A Betti Mura andranno il Lavoro e le politiche socio-sanitarie, una specie di Welfare, mentre la Cultura sarà gestita direttamente da Del Turco. Che alla fine ha deciso di tenere in mano anche la delega alle Politiche comunitarie, tre milioni di euro di investimenti di cui 800 milioni nei prossimi due anni di legislatura, che in un primo momento era stata in ballo tra Verticelli e Boschetti. Del Turco quindi si occuperà direttamente di Cultura, Protezione civile e politiche comunitarie. In cambio cede l'Informatica che andrà a Boschetti, che si occuperà anche di Attività produttive, la delega fino ad oggi gestita da Valentina Bianchi. A Di Matteo i Trasporti, a Srour i Lavori pubblici con ripascimento della costa e difesa del suolo, a Paolini Turismo, Sport e Università, a Mazzocca resta la sanità, a D'Amico il Bilancio e gli Enti locali. Ma oggi a Del Turco toccherà affrontare lo scoglio più importante: alla Conferenza Stato-Regioni e nell'incontro del pomeriggio dei governatori con Berlusconi, si affronterà una volta per tutte il problema sanità e aumento delle tasse. «Il presidente si presenterà col verbale dell'ultima verifica del ministero del 21 maggio, in cui si dà atto all'Abruzzo di aver rispettato gli impegni assunti col piano di rientro - spiega il segretario generale Lamberto Quarta - Un documento importante in cui si certifica che il disavanzo è relativo al 2006, e appartiene quindi a un periodo precedente al piano di rientro. E le criticità che vengono rilevate sono facilmente spiegabili e risolvibili: una si riferisce alle cartolarizzazioni e attiene ai ritardi dell'advisor». Si tratterà insomma di mettere a punto una strategia per evitare la stangata: due le strade che Del Turco proporrà alla Conferenza, il prestito trentennale già accordato ad altre regioni, o l'allungamento di un anno per il ripianamento del deficit. La Regione a questo punto preferirebbe la prima strada, un mutuo da pagare in trent'anni. Ma c'è davvero pochissimo tempo: l'8 giugno scatteranno gli aumenti, e a quel punto non ci sarà proprio più niente da fare. |