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PESCARA - Hanno mandato fuori tutti, portavoce e addetti stampa: incontro riservatissimo ieri mattina a Roma tra i presidenti delle Regioni per mettere a punto un piano per salvare il Lazio e l'Abruzzo dalla stangata fiscale. La Conferenza Stato-Regioni è stata sospesa proprio per elaborare una strategia comune, ma di tempo ce n'è pochissimo, appena 48 ore, e gli aumenti di Irap e Irpef sembrano ormai inevitabili. Anche perchè proprio in quelle ore il ministro del Welfare Maurizio Sacconi usava il pugno di ferro in Commissione Sanità al Senato: «Stiamo verificando i conti delle Regioni in rosso. E' evidente che qualcosa deve cambiare ove riscontrassimo uno scostamento effettivo dai piani di rientro: devono cioè essere individuate immediate azioni di rientro nell'ambito dei percorsi concordati o sanzioni, sulla base delle procedure avviate dal precedente governo e che possono riguardare due regioni». Sanzioni per due regioni, annuncia quindi Sacconi riferendosi al Lazio e all'Abruzzo e rincara la dose precisando che «il patto con le Regioni prevede l'ipotesi dell'aumento della pressione fiscale in particolari condizioni e il commissariamento dell'intera sanità regionale in casi estremi». Ma ieri per la prima volta ha fatto capolino un'altra terribile prospettiva per l'Abruzzo, lanciata nella Conferenza dal presidente del Veneto Giancarlo Galan e ripresa poi dallo stesso Sacconi. Per le Regioni con spesa sanitaria fuori controllo dovrebbe scattare la dichiarazione di «fallimento politico» ha detto il governatore del Veneto al termine della Conferenza: «Chi fallisce - ha precisato - lo ammetta e non si ripresenti alle elezioni». E Sacconi è sulla stessa linea: «Il federalismo potrebbe prevedere addirittura la conseguenza del fallimento politico, con il divieto alla ricandidatura per gli amministratori falliti». Ma il presidente dell'Abruzzo continua a sperare: il suo piano per evitare le tasse è stato illustrato ieri, un prestito da rimborsare in 30 anni o l'allungamento di due anni del piano di rientro oppure ancora un prestito diretto del governo di 200 milioni. Le Regioni propongono al governo un patto di legislatura su sanità trasporti e federalismo ma di tasse e di piani di rientro non si è parlato nell'incontro di ieri pomeriggio tra i governatori e Berlusconi. «Il Governo sta esaminando con attenzione le proposte formulate dalla Regione Abruzzo per evitare un colpo durissimo alla economia e alle condizioni di vita di tutti i cittadini che si produrrebbe con il commissariamento della sanità e le conseguenti decisioni in materia fiscale - ha detto alla fine Del Turco - L'esame dei risultati prodotti dal piano di rientro è il nostro argomento più convincente. L'Abruzzo e la sua economia, non potrebbero reggere un urto così rilevante». |