Data: 07/06/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sanità, più vicino il rischio del commissariamento. Scade oggi l'ultimatum sui conti. Si spera nella mediazione di Letta

PESCARA - Ancora pochissime ore di tempo. L'attesa si consuma tra gli scongiuri e le telefonate al Palazzo della Regione, assessori latitanti, telefoni spenti, ottimismo di facciata, ma da Roma nessun segnale. La Conferenza delle Regioni non ha dato il vialibera unanime al salvataggio di Lazio e Abruzzo, pesano ancora come macigni le riserve del presidente della Lombardia Formigoni e gli strali del governatore del Veneto Galan, nessuna pietà per le pecore nere e addirittura il fallimento politico invoca l'amministratore leghista per Marrazzo e Del Turco. L'unica speranza era affidata ai buoni uffici di Gianni Letta. Per l'Abruzzo si prospettavano tre strade ma ormai sempre più in salita: il prestito trentennale, la spalmatura del piano di rientro in cinque anni oppure una proroga di sessanta giorni alla scadenza dell'8 giugno per tentare di sistemare i conti. L'ultimatum però scade oggi e secondo la lettera inviata da Prodi all'Abruzzo, Ottaviano Del Turco sarà invitato al primo consiglio dei ministri utile per ricevere notizia del commissariamento della Regione. Il commissario avrà poi un mese di tempo per decidere la strada per ripianare i conti. E l'unica percorribile è proprio quella dell'aumento di Irap e Irpef oltre i tetti massimi già applicati negli ultimi due anni.
Nella mattinata di ieri si era sparsa la notizia secondo la quale il governo sarebbe in procinto di approvare un emendamento per inserire l'Abruzzo tra le regioni che hanno avuto accesso al prestito trentennale per risanare i conti della sanità. «Ricordo che quando in Consiglio regionale avevamo prospettato questra strada alla maggioranza, ritenendola l'unica sicura per ripianare il deficit, l'assessore alla Sanità ci rispose che loro sarebbero stati in grado di camminare con le proprie gambe, e che anzi il governo li aveva ritenuti autosufficienti - ricorda Giorgio De Matteis leader abruzzese del Movimento per le autonomie - Adesso dovranno ammettere di aver fatto in quell'occasione esercizio di arroganza». Ma ormai sembra tutto perso. E mentre inizia il conto alla rovescia, alla Regione si legge in controluce il verbale della verifica del 21 maggio: i tecnici del ministero continuano a mettere il segno rosso sotto la norma per la stabilizzazione dei precari e dicono chiaro e tondo che la Regione dovrà attuare entro giugno un'ulteriore manovra per il contenimento della spesa di 24,7 milioni di euro. E se il direttore del ministero dell'Economia Francesco Massicci dà atto alla Regione di aver «provveduto al riequilibrio ospedale territorio nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, al governo della dinamica dei costi, al miglioramento del sistema informativo, al processo di accreditamento delle strutture», non fa però a meno di sottolineare i ritardi nella realizzazione degli obiettivi come il completamento del sistema informativo «e l'introdumzione della contabilità analitica, con conseguenti difficoltà di monitoraggio della spesa». E i tecnici del governo concludono con due prescrizioni indispensabili: la copertura del disavanzo 2006 e «l'adozione delle misure per garantire l'equilibrio sull'anno 2007», anno in cui la Regione ha sforato di 13 milioni di euro. E non sarà certo una passeggiata.

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