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L'AQUILA. Quanto è durato? Nella memoria questo bingo delle tasse è durato mille volte un secolo. Fino a ieri, quando una telefonata nottura di Berlusconi a Del Turco ha segnato lo stop. E oggi il governatore può rilassarsi e annunciare agli abruzzesi che non avranno aumenti di Irpef e Irap per pagare i debiti della loro sanità. Così tutto si rimette in moto: niente commissario e niente dimissioni conseguenti del presidente, che domani presenterà la nuova giunta. «È stata la mezza giornata più lunga della mia vita», ammette Del Turco. «Per cinque ore apparivo sconfitto perché gli orientamenti che andavano maturando nel Governo erano molto severi. Poi, alle 22, la telefonata di Berlusconi che si è scusato per non essere riuscito a chiamarmi prima. È un segno che ci ha pensato tanto. Ma il presidente sa da molto tempo che appartengo a quella categoria di persone che fanno i negoziati seri e gli accordi». Tramontata l'ipotesi del commissariamento e dell'aumento delle addizionali regionali Irpef e Irap, si avvierà adesso la trattativa con il governo per il risanamento del deficit. Perché quello resta: due miliardi 300 milioni di euro a fine 2007, che in parte stiamo già pagando a rate con le cartolarizzazioni, in parte copriremo con gli 800 milioni dei fondi sbloccati dal piano di rientro. Restano ancora sul tavolo 290 milioni (non più 232 perché il ministero ha sottostimato il gettito abruzzese delle addizionali) che dovranno essere rinegoziati. Sul tavolo, spiega il presidente, ci saranno tre ipotesi di lavoro: «La prima riguarda la possibilità di un mutuo trentennale, la seconda l'allungamento del periodo di validità del piano di rientro che, anzichè scadere il 31 dicembre 2009, sarà posticipato al 31 dicembre 2010. La terza ipotesi è rappresentata dal prolungamento della cartolarizzazione». Un ruolo importante in questa partita l'ha giocata Gianni Letta e Del Turco gliene dà atto: «Il contributo che ha dato è stato mirabile, nell'interesse della sua regione. Letta ha giocato un ruolo decisivo mostrando di essere legato a questa terra. E' chiaro che il sottosegretario ha voluto mantenere le differenze che esistono tra le due componenti politiche che hanno gestito questa situazione, ma posso tranquillamente affermare che è stato dalla parte giusta». Ringraziamenti anche per Vasco Errani, presidente della conferenza delle regioni, e Franco Marini, ex presidente del Senato, dei quali ha sottolineato rispettivamente «il grande sforzo» e «l'attenta solidarietà». L'osso più duro si è rivelato il governatore del Veneto Giancarlo Galan, il principale sostenitore delle sanzioni all'Abruzzo alla conferenza delle regioni («dove non veniva da tre anni», sottolinea Del Turco). «Ha detto cose tremende e io ho avuto la disgrazia di ascoltare da un presidente del nord di stampo leghista cose che ho ascoltato in Consiglio regionale da una destra che non ha capito che dentro la coalizione che guida il paese ci sono forze che hanno un atteggiamento ostile verso il Mezzogiorno, e che invece di preoccuparsi della salute delle imprese e delle famiglie abruzzesi si preoccupano del governo Del Turco. A queste persone che hanno perso il primo pullman, dico di cercare di prendere almeno il secondo, quello della trattativa, nell'interesse esclusivo della regione». Soddisfatto l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca: «Continueremo ad applicare rigorosamente il piano di rientro che sta dando risultato concreti, come ci è stato riconosciuto dal tavolo di monitoraggio del ministero». Per il segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso «il ripianamento può ora percorrere un cammino fatto di tappe importanti e nuovi traguardi da condividere con i soggetti istituzionali, le parti sociali, il mondo della sanità regionale». Per il segretario di Rifondazione Marco Gelmini con l'allontamentento delle tasse «si può concretamente imprimere la svolta all'azione di governo regionale». Il coordinatore dei deputati abruzzesi del Pd Giovanni Legnini si augura ora che i parlamentari di centrodestra «vogliano decidere se sostenere o meno il piano di rientro». |