Data: 08/06/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco: «Salvi, ma è stata dura» Tremonti ha spinto fino in fondo per tassare l'Abruzzo, poi l'intervento di Letta

L'AQUILA - Non aumenteranno le tasse regionali, né arriverà un funzionario governativo a commissariare la sanità abruzzese e, di fatto, la Regione. Ma Ottaviano Del Turco ha potuto tirare il classico sospiro di sollievo soltanto alle 22 di venerdì sera, quando lo ha chiamato al telefono Silvio Berlusconi per dirgli di star tranquillo perchè una strada, per i debiti della sanità passati e presenti, in qualche modo si sarebbe trovata. Ma appena alle 19 il governatore era più che preoccupato: la linea Tremonti-Saccani stava passando, e per gli abruzzesi si prefigurava un aumento di due punti di Irap (dal 5,5 al 7,5) e di oltre un punto di Irpef (dall'1,5 al 2,5 se non addirittura al 3): una catastrofe. Poi Gianni Letta rompeva gli indugi, bloccava Tremonti e salvava Del Turco e i contribuenti abruzzesi: alle 22 la telefonata di Berlusconi scacciava le ombre.
E adesso è disteso, tranquillo, visibilmente rilassato il governatore nel suo studio di palazzo Centi, davanti ai giornalisti che gli chiedono della giornata particolare, convulsa e tesissima, passata nei palazzi romani. Le tasse non aumenteranno, racconta, ma non è stato un gioco di prestigio ad evitare il peggio. Una serie di circostanze favorevoli ha indirizzato le cose per il giusto verso. Certo l'appoggio di Gianni Letta («L'unico abruzzese che ha lavorato per noi per davvero»), certo la validità della politica di risanamento attuata col piano di rientro, certo la buona conoscenza del governatore dei palazzi romani, ma anche la volontà di Berlusconi di non mettere le mani subito «nelle tasche degli italiani», in questo caso degli abruzzesi, sia pure al riparo di una disposizione di legge. Una combinazione che alla fine è risultata vincente. «Ci è stato molto vicino anche Marini -dice Del Turco- Gliene diamo atto, mentre il centrodestra ha perso l'autobus quando ha voluto rimanere fuori da questa partita e non ha capito l'importanza di fare squadra. Mi auguro che riveda la propria posizione». La temuta lettera col nome del commissario, dunque, non arriverà. Ce ne sarà invece un'altra in cui il Governo aprirà ufficialmente un negoziato per trovare la via più adatta a risolvere la questione-debiti della sanità. Tre potrebbero essere le soluzioni e se ne è già parlato. Del Turco: «La prima: un prestito ponte, tipo quello per Alitalia (circa 200 milioni; ndr). Sull'importo si dovrà discutere. La seconda: l'allungamento di un anno del periodo di validità del piano di rientro, dal 2009 al 2010. La terza: pagare il debito in tempi più lunghi o prolungare il rimborso della cartolarizzazione (un altro debito; ndr) come hanno fatto altre Regioni». Quella di venerdì, racconta il governatore, è stata una giornata terribile. «Il presidente del Veneto, Galan, aveva addirittura sollecitato una punizione esemplare per le regioni inadempienti, in particolare l'Abruzzo, arrivando a chiedere l'impossibilità di ripresentarsi alle elezioni per i suoi amministratori. Il Governo era diviso tra chi sosteneva la linea dura e chi era voleva trovare una soluzione. Poi è arrivata la telefonata di Berlusconi e la tensione si è sciolta». Del Turco ha polemizzato con Alfredo Castiglione, capogruppo di An, che aveva sostenuto la posizione di Galan.


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